Covid, Remuzzi: «Bisogna curare il virus fin dai primi sintomi»

Covid, Remuzzi: «Bisogna curare il virus fin dai primi sintomi»

Remuzzi: “Bisogna curare il Covid quando si manifestano i primi sintomi”

Giuseppe Remuzzi, il direttore dell’istituto di ricerca farmacologiche Mario Negri, è intervenuto nel programma di Rai Uno Porta a Porta ed ha spiegato che per evitare che il virus si moltiplichi, bisogna curare il Covid fin dai primi sintomi.

«Non dobbiamo perdere i primi sei giorni che sono i più preziosi per la moltiplicazione del virus, ma in questi giorni i medici di famiglia devono andare a casa del paziente e seguirlo per evitare che vada in ospedale».

Covid, appena ci sono i sintomi bisogna curare la malattia: la spiegazione dell’esperto

Remuzzi, intervenuto a Porta a Porta su Rai Uno, ha sottolineato che per sconfiggere il Covid-19 bisogna intervenire subito. Alla manifestazione dei primi sintomi bisogna curare la malattia come qualunque altra che colpisce le vie respiratorie. L’esperto ha spiegato che il picco della moltiplicazione virale arriva intorno al sesto giorno e non possiamo perdere quei giorni. Di solito, i medici prescrivono solo la tachipirina ma in questo modo, la malattia evolve verso quella sindrome di eccessiva infiammazione che poi attiva il sistema immunitario.

Vaccino Covid, il parere di Remuzzi: «Ritardare la seconda dose per vaccinare il doppio»

Per Remuzzi, il modo migliore per vaccinare più persone possibili è quello di ritardare la seconda dose e utilizzare i vaccini disponibili ora e già approvati dall’Ema. Il vaccino anti Covid, ha rassicurato, funziona anche contro le varianti. Quindi, il problema in questo momento è di vaccinare più persone possibili e non di certo di avere un altro vaccino per la variante inglese.

«Le dosi di vaccino siamo d’accordo che dovrebbero essere due, per lo meno per i vaccini che sono stati approvati finora, quando arriverà J&J basterà una dose», ha affermato Giuseppe Remuzzi a Mezz’ora in più su Rai Tre.

«La proposta che avevo avanzato condivisa da molti lavori scientifici a livello internazionale è quella di ritardare la seconda dose, che è stata applicata in Inghilterra». Ritardando la seconda dose ci permette di vaccinare il doppio delle persone in un momento in cui i vaccini sono pochi, ci permette anche di avvicinarci a quando la circolazione del virus rallenta. Questo può avvenire in estate grazie all’aumento delle temperature come è già successo lo scorso anno.

E a proposito dei primi sintomi del Covid-19 e se ci sta per sottoporre al vaccino, i medici lanciano l’allarme: «Non assumere la tachipirina prima di iniettarsi la dose». Non è assolutamente consigliabile prendere una tachipirina prima del vaccino, ha spiegato Maria Pia Abbracchio, prorettore vicario alla Ricerca dell’Università Statale di Milano e docente di Farmacologia.

Questi farmaci vanno usati con molta attenzione e non vanno presi in linea preventiva. Si può assumere la tachipirina dopo il vaccino ma solo se compare la febbre. Gli anti-infiammatori, ricordiamo, possono anche avere effetti collaterali, specialmente per chi non ne ha mai fatto uso.