Covid, Bassetti: «Smettiamo di fare tamponi a caso»

Covid, Bassetti: «Smettiamo di fare tamponi a caso»

Il professor Bassetti ha offerto il suo punto di vista della situazione

La situazione Covid in Italia sta assumendo contorni chiari. Con un numero di infezioni che si sta mantenendo sui 200.000 contagi al giorno, si sta assistendo ad un aumento dei ricoveri che ha un’incidenza fortemente limitata dalla vaccinazione.

Le cifre dei nuovi positivi rischiano di spaventare. In un’intervista rilasciata a Il Tirreno del 14 gennaio il professor Matteo Bassetti ha sottolineato la necessità di valutare la situazione senza allarmismi.

Matteo Bassetti: «Dobbiamo tornare ad una vita regolare»

Un intento sottolineato in maniera chiara dalle parole con cui, sul suo profilo Facebook, ha inteso presentare la sua intervista. «La gente - ha scritto sul profilo social - sta impazzendo, vacciniamoci e smettiamo di fare tamponi a caso. Tamponi solo ai sintomatici. Basta tamponi agli asintomatici».

L’invito sembra essere quello di non temere più del dovuto il Covid sulla base di quelle che sono le evidenze, soprattutto per chi è vaccinato.

Covid, Bassetti: «Nei vaccinati deve essere trattata come influenza»

Concetti quelli del post che il professor Bassetti ha avuto modo di sottolineare anche nel corso di un’intervista rilasciata all’Adnkronos Salute. In particolare, stando a quanto riportato, il direttore delle Malattie Infettive del San Martino di Genova ha specificato che la patologia del Covid «nei soggetti vaccinati deve essere trattata come un’influenza.»

Una dichiarazione che naturalmente arriva da chi il virus lo ha conosciuto dalla corsia. Non a caso ha messo in chiaro come questa idea nasca da quanto si sta vedendo nei reparti. «Chi ha fatto - ha proseguito - il ciclo completo di vaccinazione ha una forma influenzale più o meno lunga o più o meno breve».

Picco vicino per Bassetti

Bassetti ha, tra l’altro, sottolineato che si è probabilmente vicini al picco dei casi, sottolineando come in alcune regioni potrebbe essere già stato raggiunto. Questo si immagina e si spera possa avere come conseguenza portare, come dichiarato dall’infettivologo, la riduzione «in maniera significativa il carico».

I segnali, in tal senso, arrivano anche dalla variazione relativa alle terapie intensive. I bollettino del 13 e del 14 gennaio hanno, infatti, fatto segnare una variazione, seppur piccola, con il segno negativo rispetto alla presenza di persone in rianimazione. Mercoledì si è avuto, infatti, un -8 e giovedì un -1 dopo giorni di incremento, seppur mai paragonabile a quello dei giorni della pandemia nonostante i tantissimi casi rilevati.

L’infettivologo ha, inoltre, posto l’accento su un’altra questione. Chi ha un tampone positivo, ma non è in ospedale per motivi diversi dalla patologia indotta dal Covid, dovrebbe a suo avviso essere chiaramente isolato, ma non considerato ospedalizzato a causa del virus e dunque conteggiato nei numeri del bollettino.

Particolari che potrebbero servire a non alimentare paure, tenuto conto che oggi con una larga percentuale di vaccinati e grazie al vaccino il Covid e i suoi numeri possono esser visti con un’altra ottica.