Autore: Antonio 2

Coronavirus

Coronavirus fase 2: la classifica basata su fattori sanitari, economici e sociali. Lecce sorride, è tra le migliori

La graduatoria è stata stilata dalla società EY.

La società di consulenza EY, incrociando gli indicatori di resilienza del suo Smart City Index (fattori sanitari, economici e sociali) con i dati del contagio Covid-19, ha analizzato quanto i capoluoghi italiani siano pronti a ripartire e ad affrontare la fase 2 post emergenza. L’analisi, dunque, comprende tutti i capoluoghi italiani, dividendoli in 4 fasce:

  • ripartenza facile
  • ripartenza lenta
  • ripartenza frenata
  • ripartenza critica

Fase 2: la lista della ripartenza

Secondo EY, almeno 1 città italiana su 5 farà molta fatica a ripartire. Soprattutto al Sud sarà invece semplice ripartire grazie ai contagi che sono stati meno rispetto al Nord. Di seguito l’elenco delle città secondo la ricerca.

  1. Ripartenza facile (basso contagio/buona resilienza): sono le città in cui si registrano infrastrutture e tecnologie già pronte e pochi contagi sul territorio. Tra queste: Cagliari, Bari, Siena, Pisa, Pordenone Lecce, Udine, Cosenza, Perugia, Potenza, Livorno e Sassari.
  2. Ripartenza lenta (basso contagio/scarsa resilienza): sono città dove la ripartenza potrebbe essere abbastanza celere, dato il basso livello di contagio, ma più lentamente confronto alle prime città, perché le loro infrastrutture di mobilità e comunicazione non sono di livello elevato e non consentono grandi prestazioni. Questo l’elenco: Caltanissetta, Caserta, Crotone, Viterbo e L’Aquila, Prato, Roma, Napoli, Catania e Palermo.
  3. Ripartenza frenata (alto contagio/buona resilienza): in questo caso ci sono difficoltà a causa degli alti livelli di contagio e pur avendo buoni sistemi di mobilità, reti TLC e reti di sensori avanzata, appaiono frenate nella ripartenza. Tra queste: Milano, Bergamo, Brescia, Piacenza, Venezia, Torino, Firenze, Genova, Parma, Bologna, Padova, Pavia e Trento.
  4. Ripartenza critica (alto contagio/scarsa resilienza): sono le città dove la ripartenza appare molto difficile, perché accanto a numeri di contagi molto elevati, si abbinano livelli di resilienza molto bassi (reti di trasporto pubblico poco capillari e scarsa presenza del car sharing, limitate coperture TLC, pochi sensori sul territorio e mancanza di piattaforme e centrali di controllo dove raccogliere i dati). Sono città come Cremona, Lodi, Lecco, Alessandria, Verbania, Savona, Bolzano, Forlì, Varese, Belluno, Ancona e Como.