Caso Denise Pipitone, l’ex pm Angioni: «Le persone devono sapere»

Caso Denise Pipitone, l'ex pm Angioni: «Le persone devono sapere»

L’ex pm Maria Angioni non ritratta: “Meglio il processo, le persone devono sapere”

L’ex pm Maria Angioni che fin sa subito indagò sulla scomparsa di Denise Pipitone, da settimane è finita al centro di una inchiesta dei suoi stessi colleghi con l’accusa di false affermazioni al Pubblico Ministero. La Angioni non ritratta: «Le persone devono sapere, meglio il processo».

L’ex pm Maria Angioni non ritratta: indagata per false affermazioni

Maria Angioni ha dichiarato di non volersi tirare indietro ma proseguire verso il processo perché, «se ritrattassi, e, abiurando, dichiarassi che quanto ho detto al Pm non è vero, il procedimento penale a mio carico si chiuderebbe subito ma io voglio il processo». La donna è finita sotto inchiesta per false affermazioni al Pubblico Ministero nell’ambito della nuova indagine sulla scomparsa della piccola sparita l’1 settembre del 2004 da Mazara del Vallo.

«Io voglio il processo: è una cosa che devo, a me e a tante altre persone che hanno diritto a giustizia e verità», ha affermato la Angioni dopo la notizia che le indagini su di lei si sono concluse e che i pm sono pronti a chiedere il rinvio del giudizio.

L’ex pm, ora giudice del lavoro a Sassari, ha aggiunto anche che sta studiando e valutando tutti gli atti, anche quelli «contenuti nei numerosi stralci a mod. 44 (notizie di reato a carico di persone ignote, ndr) e mod. 45 (registro atti che non costituiscono notizie di reato, ndr) che disposi all’epoca per esigenze di particolare segretezza».

Ha già depositato una denuncia penale per falsità materiale in atto pubblico. Questa denuncia va contro gli stessi pm che indagano sulla bambina subito dopo l’interrogatorio a suo carico come persona informata dei fatti. La sua decisione è dovuta all’atteggiamento nei suoi confronti da parte dei pm: «Non so se questo ha portato all’avviso di garanzia, ma so che dopo avere reso sommarie informazioni mi aspettavo di essere indagata», ha spiegato Maria Angioni.

Angioni: «Ho detto mille cose ma loro mi hanno contestato dei fattuncoli»

Maria Angioni lo scorso 3 maggio è stata convocata alla Procura di Marsala per chiarire la veridicità di alcune informazioni rilasciate a mezzo stampa. Ha subito un interrogatorio in cui per i pm siciliani, alcune delle sue dichiarazioni non sarebbero state riscontrate negli atti dell’inchiesta. Per questo motivo è partita una nuova inchiesta a suo carico.

Gli episodi a lei contestati sarebbero tre, come più volte ha detto, Maria Angioni si è difesa così: «Io ho detto mille cose ma loro mi hanno contestato dei fattuncoli, le uniche dove sono riusciti a trovare, secondo loro, una discordanza». Anche il suo legale ha parlato di “ricordi in buona fede” su fatti avvenuti oltre 17 anni fa.

Al vaglio della procura di Marsala c’è soprattutto la gestione, all’epoca dei fatti, delle intercettazioni tra inquirenti e indagati. In una puntata di Quarto Grado, l’ex pm ha rivelato che ci sarebbero alcune conversazioni che non sarebbero state registrate volontariamente. Circostanze che la donna sostiene di aver regolarmente denunciato ma che per i magistrati che indagano, non sarebbero verificate.

Non le sono state contestate altre dichiarazioni fatte in tv su Denise Pipitone. La Angioni aveva rivelato di aver indagato per conto suo riuscendo a trovare persino una pista che portava a Denise Pipitone. Secondo lei la bambina, ora donna, sarebbe viva e con una famiglia. Questa circostanza è stata poi smentita dagli investigatori e dalla famiglia di Denise.