Venerdì 17: ecco alcune curiosità sulle origini della superstizione

Venerdì 17. La giornata che spaventa molti, quest’anno, arriva per la terza volta consecutiva. Ma qual è l’origine di questa superstizione?

Venerdì 17, una giornata che in molti, soprattutto i più superstiziosi, temono parecchio. Nel 2017, sono state ben tre le volte in cui, questa particolare data, è comparsa sul calendario. Infatti, oltre a novembre, si è ripetuta anche a febbraio e marzo di quest’anno. Una ricorrenza che, fortunatamente, si ripeterà solo nel 2020.

Ma cosa c’è dietro questa superstizione? Ecco alcune curiosità.

Venerdì 17: Le origini della superstizione

La superstizione che si riconduce al temuto “Venerdì 17”, trova le sue origini nell’antichità, ed in particolare nelle culture greca, romana e cristiana.

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Quest’ultima ad esempio, attribuisce una valenza negativa al venerdì, poichè, proprio in quel particolare giorno, Gesù veniva crocifisso, morendo sulla croce. Mentre il numero 17, riguarda l’inizio del Diluvio Universale, all’interno del Libro della Genesi.

Nella tradizione romana, la superstizione si collega alla battaglia di Teutoburgo del 9 a.C, contro i germani di Arminio, che accadde proprio in data 17. Un atto storico che si concluse con una sconfitta per i romani, i quali iniziarono a concepire negativamente il numero 17.

Non a caso infatti, sulle tombe dei defunti, veniva riportata la parola VIXI. Un verbo latino che si traduce in “ho vissuto”, ed è anche l’anagramma di XVII, ovvero 17 in numeri romani.

Nell’antica Grecia invece, i pitagorici consideravano malamente il 17, perchè elemento di mezzo tra i numeri 16 e 18, fondamentali per la rappresentazione dei quadrilateri. Perciò, non attribuendo alcun tipo di funzione al 17, la tradizione pitagorica prevedeva anche l’abolizione del numero stesso.

E’ anche per questo motivo che esiste la parola greca Eptacaidecafobia. Un termine apposito, tramite cui si definisce la paura del numero 17.

Questa superstizione però, è ormai tipicamente italiana, ed in particolare grazie anche alla smorfia napoletana, si considera il numero 17 come simbolo di disgrazia.

Concezioni differenti

Altri paesi, attribuiscono questa particolare concezione ad altre date di riferimento. Ad esempio, la cultura anglosassone, teme il venerdì 13, mentre in Spagna il martedì 13.

Tuttavia, ci sono anche culture per cui, il numero 17, ha significato positivo. Questo è il caso della Cabala ebraica, che considera il 17 come numero benefico, perchè rappresenta il risultato della somma numerica delle lettere ebraiche tet (9) + waw (6) + beth (2), che lette nell’ordine, ottengono la parola tov, ovvero “bene”.

Insomma, esistono diversi pensieri riguardo questa superstizione, attraverso fatti e culture storiche. L’importante è tralasciare ciò che è leggenda, da quel che è il reale, evitando così, suggestioni inutili!