Variante Mu Covid: ecco cosa si sa

Variante Mu Covid: ecco cosa si sa

È stata inserita nelle varianti di interesse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

In tema Covid si inizia a sentire parlare della cosiddetta «variante Mu». Ogni novità sull’argomento rischia di diventare una potenziale fonte di allarmismo o di minimizzazione, ma l’unica cosa da fare in questi casi è affidarsi alla scienza e cercare di capire le cose senza sensazionalismo.

E, in questi mesi, si è appreso da diversi esperti come le mutazioni dei virus, Sars-Cov2 compreso, siano un’evoluzione che è nell’ordine delle cose. Resta da valutare se, per qualche motivo, una variante rispetto ad un’altra può finire all’attenzione generale.

Variante Mu, cosa si sa

E dunque cosa si sa sulla variante Mu? Il 30 agosto l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha aggiunta nel gruppo delle varianti di interesse. Se ne parla, per la precisione nel Covid-19 Weekly Epidemiological Update dell’Oms, pubblicato il 31 agosto.

Nel documento, in relazione alla variante Mu, si fa riferimento a mutazioni che potrebbero indicare una potenziale capacità di «fuga immunitaria».

Viene identificata anche il codice B.1.621, è stata identificata in Colombia, è stata rintracciata in 39 paesi e oggi è dunque sotto la lente d’ingrandimento per una possibile minore suscettibilità alla protezione immunitaria. Tradotto in parole povere: c’è un rischio ipotetico che possa superare quantomeno in parte l’efficacia dei vaccini.

Variant Mu, molto è ancora da verificare

Quello che è un rischio paventato dovrà eventualmente essere verificato da accurate indagini scientifiche, ricordando come in altri casi si avevano dubbi su altre varianti salvo poi scoprire che i preparati, seppur con una percentuale a volte di poco inferiore, garantivano comunque protezione dallo sviluppo di forme gravi in maniera significa rispetto all’eventualità di essere infettati dal Covid ed essere totalmente scoperti.

Si ricorderà come la variante Delta destasse preoccupazione e, invece, soprattutto con entrambe le dosi si è confermata l’elevata efficacia dei vaccini nell’evitare le forme gravi della patologia, i conseguenti ricoveri in ospedale e le eventuali conseguenze peggiori.

Nel comunicato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, non a caso, si parla comunque di «dati preliminari presentati dal Virus Evolution Working Group» e della «necessità di ulteriori studi».

Variante Mu, dove è stata trovata

La variante Mu, ad oggi, rappresenta lo 0,1% delle infezioni da Covid rivelate a livello mondiale. In Colombia si stima una percentuale del 39% e del 13% in Ecuador, con casi registrati anche nel Regno Unito, in Usa, Hong Kong è in Europa. Il posizionamento su di essa della lente d’ingrandimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità aiuterà a valutarne gli sviluppi, a determinarne eventuali insidie ed evoluzioni.

Il monitoraggio delle nuove varianti risulta essere, tra l’altro, una di quelle attività che da tempo è stata segnalata dagli scienziati come cruciale ai fini di una fase di convivenza con il virus preannunciata da tempo.

Anche dopo che, come ci si augura, una massiva diffusione della vaccinazione avrà allontanato in maniera significativa i terribili numeri delle ospedalizzazioni delle fasi più dure della pandemia vissute nel recente passato.