Autore: Luigi Crescentini

Vaccino anti-Covid-19: priorità agli Stati Uniti?

Quando il vaccino sarà finalmente reso disponibile c’è il rischio che si scateni una ’guerra’: gli USA vorrebbero la priorità nelle vaccinazioni.

Quando finalmente sarà reso disponibile il nuovo vaccino contro il Covid-19, si potrà andare incontro ad un alto rischio, quello di essere travolti nella corsa per aggiudicarsi «la terapia anticoronavirus». Il problema sorge dal momento che l’antidoto dell’immunità dovrà soddisfare una domanda troppo elevata: infatti, si deduce che le vaccinazioni saranno richieste da tutto il mondo. Milioni e milioni di persone dovranno ricorrere alle vaccinazioni anti Covid e di certo questa non sarà un impresa facile. Come viene spiegato dal Ceo britannico, i paesi che si garantiranno la priorità sul vaccino saranno i primi ad averne accesso.

Corsa al vaccino anti-Covid-19, la Sanofi: «Saranno gli americani ad avere la priorità», scattano le polemiche"

Gli americani avranno la priorità sulle vaccinazioni contro il coronavirus". La dichiarazione di Hudson, amministratore delegato di uno dei più importanti colossi farmaceutici d’Europa, la Sanofi, ha suscitato molto scalpore in Francia e scattano subito le polemiche e i dibattiti. Macron, in risposta a Hudson, sottolinea che sarà necessario un intervento che sottragga le ricerche alle regole di mercato, lo studio e i progressi sulle vaccinazioni devono essere considerati un bene pubblico e non sulla base delle priorità dei Paesi che si mettono primi in lista.

«La vaccinazione diventerà una priorità di tutti» dice Bogillot, direttore generale del gruppo farmaceutico francese, per placare le polemiche. Bogillot ha anche incolpato i Paesi europei in merito alla lentezza nel promuovere le ricerche sulla vaccinazione, a differenza degli Usa che stanno già progettando e costruendo le fabbriche che saranno destinate alla produzione del vaccino (quando verrà trovato) da distribuire nel territorio americano.

Hudson ha poi precisato che la produzione del vaccino in America, infatti, sarà principalmente idealizzata alla distribuzione sul territorio americano stesso ma la rimanente parte verrà destinata all’Europa, alla Francia e al resto del mondo.

Coronavirus, ricerche sulle vaccinazioni: ipotesi di 2,4 miliardi di euro da destinare alle case farmaceutiche europee

L’amministrazione americana, però, sa bene come gestire i suoi interessi: così stanno provvedendo a riposizionarsi a livello della Cina che può già vantare uno status avanzato di ricerca sul virus e sulle vaccinazioni. La cancelliera tedesca, Angela Merkel e il presidente francese avevano proposto, già ad inizio maggio, una conferenza internazionale di donatori per finanziare le vaccinazioni anche nei paesi più poveri. La Sanofi era già stata più volte citata già all’inizio della pandemia in quanto è a carico della produzione del Plaquenil, farmaco a base di idrossiclorochina che ha fatto discutere diversi scienziati sulla sua efficacia contro il Covid-19.

L’Europa, dopo che già in un primo momento non era riuscita a gestire la crisi sanitaria così come l’alta richiesta di mascherine e respiratori, adesso potrebbe avanzare anche dei ritardi sulle vaccinazioni. La Commissione europea ha suggerito che prenderà in considerazione l’idea di un fondo di emergenza di 2,4 miliardi di euro da destinare alle case farmaceutiche in Europa ai fini di rafforzare la loro capacità produttiva.