Autore: Giorgia De Angelis

Tendenze - Curiosità - Italia - Manifestanti

20
Nov

Che significato ha il “movimento delle sardine” di Bologna?

Da qualche giorno si parla del flash mob di Bologna, che ha riempito Piazza Maggiore. Ma che significato ha questo “movimento delle sardine”?

Che significato ha il “movimento delle sardine” di Bologna? Questa è la domanda che tutti, almeno prima di riuscire a informarsi, si sono posti con l’avvento della valanga di notizie che ne parlano. Giovedì 14 novembre Piazza Maggiore è diventata ospite di 15mila persone, radunate contro l’intervento di Matteo Salvini all’arena del PalaDozza, volto a inaugurare la campagna della candidata alle elezioni per la presidenza dell’Emilia-Romagna Lucia Bergonzoni.
Cerchiamo quindi di scoprire che cos’è il “movimento delle sardine”, partendo dall’origine dei fatti.

Che significato ha il “movimento delle sardine” di Bologna?

Per capire il significato del “movimento delle sardine”, bisogna prima iniziare capendo chi siano i suoi ideatori. Quattro ex coinquilini, ma soprattutto amici: Mattia, Andrea, Giulia e Roberto, poco più che trentenni. I ragazzi hanno deciso di organizzare una manifestazione contro il leader della Lega Matteo Salvini. Ad avere l’idea è stato Mattia Santori, laureato in Scienze Politiche. Come riferito dallo stesso Mattia a “Il Resto del Carlino” ha deciso di mandare la proposta tramite messaggio ai suoi tre amici, semplicemente perché si stava annoiando. Il nome “sardine” è dovuto al fatto che le 6mila persone inizialmente previste per il flash-mob sarebbero state sicuramente molto strette, peculiarità attribuita solitamente al pesce in questione. L’evento è del tutto pacifico: sono state infatti severamente vietate bandiere di qualsiasi colore politico e l’utilizzo di linguaggi offensivi.

Una rivoluzione ittica, così è stata battezzata dagli stessi organizzatori sulla pagina Facebook “6.000 sardine contro Salvini”, per avvertire il leader della Lega che “Bologna non abbocca”, come recita la descrizione dell’evento. Salvini infatti si era vantato del fatto che durante uno degli ultimi interventi fatti a Bologna aveva potuto contare sul sostegno di 100mila persone. Cosa assolutamente non vera per i bolognesi, che dichiarano fossero al massimo 10mila. Nell’evento al PalaDozza, dove i posti sono limitati (5.570) il leghista non avrebbe quindi potuto mentire sul numero di partecipanti. La sfida lanciata dai quattro “archetipi” delle sardine era quindi quella di superare con la manifestazione, anche solo di uno, il numero di persone presenti all’inaugurazione della campagna elettorale della candidata Lucia Bergonzoni. Possiamo dire decisamente che ci siano riusciti, visto che si sono presentate circa il doppio delle persone previste.

Il successo del “movimento delle sardine” in Italia

Dopo l’evento a Bologna il “movimento delle sardine” ha raggiunto, lunedì 18 novembre, anche Modena. In Piazza Grande sono arrivate circa 7mila sardine, per contrastare nuovamente Salvini che, stavolta, era lì per una cena elettorale. Le sardine si stanno mobilitando anche a Reggio Emilia, con un flash-mob in previsione per sabato, Piacenza e Rimini, dove le sardine hanno organizzato un incontro a Piazza Cavour domenica 24 novembre, mentre Salvini inaugurerà la nuova sede della Lega. Un altro appuntamento delle sardine è previsto a Parma, in Piazza Duomo, lunedì 25 novembre alle 19.

Il movimento però non si è limitato solamente all’Emilia-Romagna, ma sta dilagando in tutta Italia, da nord a sud. Anche Torino ha deciso di partecipare, con la comparsa di uno slogan che recita “Torino si Slega”. L’evento ha già raggiunto le 20mila adesioni.
Per sabato pomeriggio Perugia ospiterà il flash-mob per accogliere Salvini in città, così come a Firenze, quando il 30 novembre il leader della Lega si incontrerà con altri sostenitori in vista delle elezioni regionali del 2020.