Crisi di governo, le trattative: dall’Udc nessun aiuto a Conte

Crisi di governo, le trattative: dall'Udc nessun aiuto a Conte

Lorenzo Cesa ha confermato la posizione del suo gruppo, resterà nel centrodestra

Indiscrezioni dicono che il Premier e il suo entourage, oltre che gran parte della maggioranza, ci sarebbero rimasti male. Forse perché nella caccia ai responsabili o ai costruttori come adesso vengono chiamati, sui centristi dell’Udc ci contavano.

Nel toto senatori che potrebbero aiutare il Premier a restare a Palazzo Chigi, gli 8 dell’Udc di fatto sono esclusi. Lo ha confermato Lorenzo Cesa, come riporta il quotidiano «Il Tempo».

Dall’Udc di Cesa in secco no alle sirene del governo

«L’Udc si sfila, otto senatori gli dicono no», così scrivono sul quotidiano Il Tempo. La caccia ai senatori che dovrebbero sostituire i fuoriusciti di Italia Viva segna il passo perché l’Udc ha confermato di voler restare nel centrodestra e di non avere interesse a partecipare al trasloco in maggioranza.

Tutto nero su bianco, perché è Lorenzo Cesa a confermare questo no a Giuseppe Conte. I centristi dell’Udc non hanno intenzione di andare a sostituire Italia Viva come quarta forza del governo Conte tre, esecutivo che nascerebbe se davvero martedì in Senato Conte completasse l’operazione costruttori tornando ad avere la maggioranza assoluta al Senato, cosa che adesso non ha più dopo la crisi aperta da Italia Viva e da Matteo Renzi.

La caccia è aperta, ma resta difficile

Allo stato attuale delle cose, Conte non ha i numeri che gli consentirebbero di restare a Palazzo Chigi con tranquillità. Senza gli otto senatori Udc, le opzioni per il Premier Conte si assottigliano notevolmente. Sul fronte responsabili, una indiscrezione sui no ricevuti fin qui dal governo la da l’agenzia di stampa Adn Kronos.

Sembra che alla base di tutto ci siano le richieste dei responsabili di ritrattare la squadra di governo. In pratica, sono le richieste dei responsabili di dare vita a un Conte ter, passando per le dimissioni del presidente del Consiglio e mettendo a punto una nuova squadra di governo a ingessare la trattativa, se così si può chiamare. Un battere cassa per i maliziosi e un modo per dare una parvenza di politica a tutta l’operazione.

In pratica, secondo questa teoria di cui si legge su Adn, sulla vicenda dei costruttori si sarebbe sottovalutato, dal lato del governo, ciò che i responsabili avrebbero chiesto. In effetti, chiedere a gruppi politici di fare semplicemente la comparsa o la stampella come si dice, non è certo una cosa facile a verificarsi. Sempre in base a questa versione dei fatti, i grillini non vedrebbero di buon occhio uno stravolgimento dell’attuale squadra di governo.

Continua il rebus governo, con la crisi aperta da Matteo Renzi e da Italia Viva che sembra difficilmente risolvibile. La verità si saprà lunedì e martedì prossimo, quando Conte arriverà alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica le chiedere la fiducia, ad oggi non in discussione numeri alla mano. Ma è la maggioranza assoluta quella che serve, e qui i conti sembrano non tornare.