Autore: Luca D

Italia - Coronavirus

Record di guariti, siamo alle porte di una nuova fase dell’emergenza

Nella giornata di ieri sono guarite oltre 1.500 persone ed il picco è più vicino che mai. Stiamo entrando in una nuova fase dell’emergenza in cui non solo sarà fondamentale ridurre i nuovi contagi, ma anche guarire in fretta chi è stato già infettato

Il 30 marzo potrebbe rappresentare una giornata di svolta nella lotta al coronavirus. Stando ai dati della protezione civile diffusi alle 18.00 di ieri, il numero dei guariti è in aumento. Nella giornata di ieri è stato battuto il precedente record e si è giunti a 1590 guariti. I tamponi risultati positivi sono stati circa 4000, ma il numero netto dei nuovi contagi, proprio alla luce del gran numero di guariti, è stato di 1648.

E’ proprio questo dato che ci permette di essere lievemente ottimisti: il numero netto dei nuovi contagi è stato di oltre 3800 nella sola giornata di domenica. Un dimezzamento di questa statistica potrebbe aprire un nuovo periodo dell’emergenza, un periodo in cui il numero dei contagi dovrebbe iniziare a stabilizzarsi. Va sottolineato che tale dimezzamento dei nuovi contagi non è dovuto all’aver fatto un numero inferiore di tamponi.

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Sta per iniziare una nuova fase della lotta al nuovo coronavirus

Tutto ciò ci conferma che il famoso “picco”, di cui si è tanto parlato in queste settimane, è molto vicino, soprattutto per le regioni d’Italia meno colpite. A questo punto però, si dovrebbe aprire una nuova fase dell’emergenza in cui non solo si dovrà cercare di limitare i nuovi contagi, ma si dovrà curare le persone infette al massimo della velocità possibile.

Come sottolineato dal dottor Mike Ryan dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci si sta avvicinando, in Italia ma anche nel resto del mondo, al famigerato “picco dei contagi”, ma ciò non significa che si uscirà dall’emergenza. Inizierà una nuova fase in cui le strutture ospedaliere ed il lavoro che si svolge al loro interno sarà ancora più determinante di quanto successo fino ad ora. Mike Ryan ha detto: «La questione è non solo come stabilizzare i contagi, ma è come ridurre i contagi. E per far questo non è solo una questione di lockdown: andare giù con i contagi significa rafforzare lo sforzo sanitario pubblico per spingere giù il virus. Su questo bisogna concentrarsi, su quale strategia adottare per spingere già il virus».

Nelle prossime settimane sarà quindi fondamentale continuare a seguire le ferree limitazioni imposte dal governo, diminuire ulteriormente il numero dei nuovi contagi e concentrare le forze sulle persone contagiate che non riescono a guarire autonomamente. Il governo ha già anticipato che il lockdown durerà almeno fino al 18 aprile e che il ritorno alla normalità sarà lungo e graduale. I giovani e le donne, meno colpiti dal virus, potrebbero tornare alla normalità prima degli anziani per i quali sarà necessario ancora un lungo periodo di attenzione.

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Proseguono le sperimentazioni di farmaci e vaccini

Intanto proseguono le sperimentazioni cliniche di diversi farmaci già esistenti sul mercato. Diversi antivirali si stanno testando in diverse regioni italiane, è ancora presto per analizzare i dati ma alcuni pazienti sono già guariti grazie a queste terapie sperimentali. Di pari passo sono iniziati i test pre clinici su 5 vaccini prodotti dall’azienda Biotech Taki ma, lo ribadiamo, in questo caso i tempi di attesa saranno molto lunghi.