Quarta ondata Covid, Galli: «Crisanti non parla mai a vanvera»

Quarta ondata Covid, Galli: «Crisanti non parla mai a vanvera»

Il professor Massimo Galli è stato ospite della trasmissione L’aria che tira su La 7

È possibile un quarta ondata Covid a fine maggio? La domanda nasce dopo che il professor Andrea Crisanti ne ha parlato in un’intervista a La Stampa. Sulla questione si è esposto il professor Massimo Galli, ospite della trasmissione L’aria che tira, in onda su La 7.

L’aria che tira, Galli interpellato sulle parole di Crisanti

Al direttore delle Malattie Infettive del Sacco di Milano è stato chiesto proprio di esprimersi su quello che era stato il pensiero del professor Andrea Crisanti. «Di questo passo - è letto in un virgolettato attribuito al docente dell’Università di Padova - non è pessimistico pensare che a fine maggio ci sarà una nuova ondata, ma assai realistico».

«Crisanti - ha dichiarato il professor Galli - non parla mai a vanvera. In termini di possibilità questa cosa è e sarebbe stata da considerare con cautela considerando di conseguenza le riaperture.»

Galli non ha mai fatto mistero di non essere d’accordo con quelle che sono state le ultime scelte del governo. Tuttavia, nel corso della trasmissione ha voluto chiarire il suo punto di vista.

«C’è - ha evidenziato - un diverso approccio. Da una parte di tipo prettamente politico-sociale. Si apre perché altrimenti non si regge più dal punto di vista dell’economia. E dall’altra dal punto di vista scientifico-sanitario».

Covid e riaperture, Galli ribadisce la sua idea

Nelle parole di Galli si evince la scelta di mettere in evidenza come alla base della strategia adottata a partire dal 26 aprile ci sia stata una strategia determinata dalle esigenze socio-economiche e non logiche di natura scientifica.

In sostanza mantenere alto il livello delle restrizioni sarebbe stata la migliore delle soluzioni possibili per arginare la diffusione del contagio secondo la scienza, ma anche uno scenario non compatibile con la realtà quotidiana.

Massimo Galli ha, in particolare, messo in evidenza come al momento l’Italia abbia un gap di «trenta milioni e rotti» di dosi di vaccino somministrate in meno ad un paese come la Gran Bretagna. Ciò diventa la base per articolare il suo pensiero.

«Le aperture - ha evidenziato - erano assolutamente premature. Ma questo va serenamente dichiarato. Un po’ meno serenamente va accettato il fatto che comunque, in questo modo, qualche malato e qualche persona che va male in più la avremo».

Coprifuoco, la reazione di Galli sulla questione è chiara

L’altro tema che, in questi giorni, sta animando il dibattito è la questione riguardante il divieto di circolazione notturna. Anche su questo punto il pensiero di Galli è stato molto chiaro. «Ho giurato - ha dichiarato - che di coprifuoco parlerò soltanto se parlerò un romanzo storico. Mi sembra talmente strumentale sto discorso da non avere senso».

La questione è, invece, molto attuale a livello politico e, ad oggi, a metà maggio potrebbe esserci un possibile posticipo dell’inizio del divieto di circolazione notturna.