Proposta di legge contro fake news e cyberbullismo: regolamentare la rete

Arriva la nuova proposta di legge contro fake news e cyberbullismo: chi diffonde malainformazione e incita all’odio sul web rischia multe e detenzione.

Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”: questo è il titolo della nuova proposta di legge contro fake news e cyberbullismo presentata dalla deputata di Forza Italia Nunzia De Girolamo.

La norma richiede una multa che può arrivare a 5 milioni di euro e fino a due anni di reclusione per chi non elimina dalla propria piattaforma notizie giudicate false dai tradizionali o qualsiasi contenuto incitante all’odio.

Si richiede, inoltre, di rendere rintracciabili tutti gli utenti del web (contro ogni forma di anonimato) e un allineamento alle norme europee circa l’applicazione del diritto all’oblio

Un obiettivo condiviso

Il testo della proposta di legge è stato sottoscritto da 30 deputati. È importante l’unione sullo stesso fronte e la condivisione da parte di tutte le forze politiche, la stessa De Girolamo afferma di appellarsi soprattutto a Pd, M5S e alla presidente della Camera Laura Boldrini, spesso vittima di fake news e commenti d’odio sui social.

#BastaBufale: questa è la campagna lanciata da Laura Boldrini, da tempo impegnata in prima persona nella lotta contro le bufale online

Regolamentare la rete

Alle prime critiche basate sull’accusa di reprimere la libertà d’espressione e di confronto come primi rimedi contro bufale e odio online, la deputata risponde con la necessità di regolamentare internet al fine di punire gli abusi e di proteggere eventuali vittime e la corretta e libera informazione.

L’obiettivo della disposizione - spiega Nunzia De Girolamo - è quello di regolamentare Internet e ottenere, di conseguenza, una forma civilizzata di cyberspazio”.

Internet ha dato parola al mondo, ha esteso a livello globale la libertà d’espressione e di informazione. Tuttavia, senza una sufficiente alfabetizzazione digitale di professionisti della comunicazione e normali utenti, può diventare uno strumento pericoloso per la dignità e la reputazione di molti, oltre che per la trasparenza nella diffusione di notizie.

La rete non è altro che specchio e amplificatore della realtà che viviamo ed è, pertanto, necessario regolamentarla con norme e sanzioni tanto quanto viene regolamentato il mondo offline.

Si parla tanto di fake news e di cyberbullismo - spiega la parlamentare di Forza Italia - ma ancora non si è provveduto a intervenire per arginare il fenomeno. Internet è da sempre considerato l’ultimo baluardo delle libertà di pensiero, espressione e opinione, dato che per sua stessa natura è aperto a chiunque e non prevede particolari formalità nell’accesso o fruizione dei servizi. Tuttavia internet può essere utilizzato in modo produttivo o distruttivo. Non mancano nella cronaca molti esempi del secondo tipo: notizie diffuse sul web senza alcun criterio che offendono interessi primari della persona (immagine, reputazione e dignità), compromettendo finanche il diritto all’oblio. Entra pertanto in gioco - incalza la parlamentare - il problema dell’anonimato: serve implementare, come già fatto in Francia e in Germania, la procedura di registrazione che permetta alle autorità preposte, in caso di necessità, di ottenere il riconoscimento di un individuo sconosciuto reo di comportamenti molesti o sospetti in rete