Autore: Giorgia De Angelis

Twitter - Curiosità - marketing

4
Nov

Perché Twitter vuole togliere gli annunci politici?

Il CEO Jack Dorsey ha annunciato la rimozione degli annunci politici a pagamento su Twitter, in ogni parte del mondo.

Un ciclone di cambiamenti si sta abbattendo ultimamente sui social network. Dalla rimozione (e ricollocazione) dei like su Instagram, alla messa al bando dei filtri di chirurgia estetica. Questa volta il vento ha soffiato sull’iconico uccellino blu, portando con sé una novità.
Jack Dorsey, il CEO della piattaforma, ha annunciato tramite una serie di tweet la completa rimozione degli annunci politici a pagamento su Twitter a partire dal 22 novembre.

I motivi della decisione sono stati ben esposti in 11 post da 280 caratteri sul suo profilo ufficiale. Una questione sicuramente molto delicata, che potrebbe arrecare danni sotto l’aspetto economico. La pubblicità è infatti diventata la principale (praticamente unica) fonte di guadagno su internet e la propaganda politica sui social ne prende una fetta non indifferente.

Twitter: perché togliere gli annunci politici a pagamento?

Dorsey doveva annunciare questa novità del social network, quale strumento migliore per farlo se non la piattaforma stessa? Con una serie di tweet il CEO ha voluto quindi spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a prendere la decisione di togliere gli annunci politici da Twitter.
La motivazione principale riguarda il fatto che, secondo Dorsey, l’attenzione delle persone e le così dette reach dei post andrebbero guadagnate quando si parla di politica. Una campagna pubblicitaria politica consentirebbe di certo un’alta targetizzazione e ottimizzazione del pubblico. Il che potrebbe avere dei rischi. In questo modo si andrebbero infatti ad influenzare gli utenti su questioni delicate come il voto, che incide sulla vita di milioni di persone.
Situazione differente si presenta ovviamente nel caso delle pubblicità commerciali, che restano di grande potere e soprattutto non influenzano pericolosamente le persone.

Il CEO crede fermamente che soprattutto in questo ambito i post dei politici debbano ricevere un successo “organico”, non a pagamento. Gli utenti devono poter avere la libertà di decidere cosa leggere e condividere (ritwittare) sul proprio profilo.
Inizialmente si era pensato a circoscrivere la modifica solamente ai candidati alle elezioni, ma un problema nel sistema degli annunci consentiva di raggirare il tutto.
Inoltre, non era giusto consentire a tutti tranne che ai candidati di promuovere annunci politici a pagamento.
Riguardo le conseguenze a livello economico, Dorsey dichiara che la priorità assoluta ricade sul problema della libertà degli utenti. Di conseguenza, non è possibile occuparsi anche di quanti soldi potrebbe perdere l’azienda. Dovendo scegliere tra i soldi e gli utenti, il CEO di Twitter ha deciso di prestare attenzione ai secondi.
Il regolamento riguardo le pubblicità in ambito politico su Twitter è in via di sviluppo, ma scanso imprevisti la modifica dovrebbe essere effettiva dal 22 novembre.