Virginia Raggi: quando il “nuovo che avanza” è peggio del “vecchio”

La vicenda del progetto di Virginia Raggi per la chiusura dei campi rom a Roma e del post sul blog di Beppe Grillo che, a quanto pare, è pieno di bugie ed inesattezze ci dice qualcosa in più sul movimento. Vediamo cosa.

Virginia Raggi, sindaca di Roma ed esponente del Movimento 5 Stelle, ha lanciato il suo progetto per la chiusura dei campi rom a Roma che è stato accompagnato da un post sul blog di Beppe Grillo dal titolo “Tutta la verità sui campi Rom”.

Un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano, però, riporta le dichiarazioni di Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, che spiega come di verità, in quel post, ce ne siano poche o nessuna.

Nei commenti su Facebook all’articolo, come di consueto, molti dei sostenitori del Movimento 5 Stelle insinuano la disonestà di questa associazione e la denigrano affermando che sicuramente è interessata o (peggio) collusa con quel sistema di Mafia Capitale che sul business dei rom ha costruito un impero.

Cosa ci dice la vicenda sul Movimento 5 Stelle? Probabilmente che a questo punto della storia il M5S di “nuovo” ha ben poco e, anzi, somiglia sempre più ai peggiori partiti che tanto denigra e da cui prende le distanze. Ecco il perché.

Cos’è l’Associazione 21 luglio?

Prima di tutto è bene precisare il ruolo dell’’Associazione 21 luglio nella questione rom.

L’associazione gestita da Carlo Stasolla è una ONLUS che

promuove il benessere delle bambine e dei bambini attraverso progetti di arte-educazione rivolti ai minori che vivono in contesti di disagio o in condizioni di segregazione e discriminazione

ed impegnata nella promozione della rete italiana REYN (rete nazionale per la cura e il benessere della prima infanzia rom).

Oltre a ciò Stasolla ha scritto un libro che analizza le politiche rivolte ai rom dall’amministrazione Alemanno e si è impegnato concretamente nella lotta al sistema Mafia Capitale denunciando i meccanismi messi in piedi da Buzzi per sfruttare la questione dei campi rom per lucrare.

Come viene riportato sul sito, inoltre,

Associazione 21 luglio è un’organizzazione indipendente che si finanzia attraverso le donazioni di privati cittadini, di fondazioni italiane e internazionali e istituzioni europee

mentre per scelta non accede ai finanziamenti pubblici per rimanere indipendente e libera.

Movimento 5 Stelle e Raggi: se questo è il “nuovo”...

Insomma, questa associazione non è collusa (e non ci sono prove che affermino il contrario), ma solo molto informata su come funzionano i meccanismi relativi alle comunità rom a Roma perché opera in questo settore da sette anni e il suo presidente è vicino alla tematica da circa trent’anni.

E qui arriva il punto vero: una persona esperta e impegnata socialmente sulla questione da molti anni viene denigrata - ripeto, senza alcuna prova - solo per il fatto di aver detto qualcosa di diverso da quanto stabilito dal blog di Beppe Grillo.

Cosa ci dice tutto ciò sul Movimento 5 Stelle? Probabilmente che la parabola politica del “nuovo che avanza” si è esaurita da molto tempo e che, anzi, a questo punto non si sa bene se sia peggio il nuovo o il vecchio tanto denigrato.

Il Movimento 5 Stelle, infatti, continua da tempo a difendere l’indifendibile, con il solo risultato di far emergere ancora di più tutte le sue contraddizioni interne e dimostrando che l’essenza vera del movimento non è tanto il “nuovo”, quanto il populismo di chi, celato dietro una tastiera, pensa di poter dire tutto e il contrario.

Non solo: raramente questo “tutto” viene argomentato, ma è solo un insieme di frasi lanciate come fossero slogan e ripetute sempre uguali.

“E il PD?” e “Allora voi volete Mafia Capitale”: frasi che semplicemente decretano un trincerarsi dietro il peggio o presunto tale senza spiegare perché il Movimento 5 Stelle sarebbe meglio.

Insomma, la verità è che è molto più semplice nascondersi dietro degli slogan che rispondere argomentando in modo critico e informato.

Allora l’equazione è semplice: chi critica è colluso, disonesto, mafioso, legato alla vecchia politica, pidiota; chi non è a favore non merita di essere ascoltato, perché solo il blog e il movimento hanno la verità in mano.

Un sistema che elimina il confronto e la discussione, che si fa scudo di frasi a cui non è possibile rispondere in modo intelligente perché semplicemente non argomentano e non dicono nulla (“la mangiatoia è finita”).

E come può un partito (perché ormai è tale) crescere senza confronto, senza ammettere mai i propri errori?

Si potrebbe obiettare che anche nella maggior parte dei partiti tradizionali si vedono questi meccanismi ed è proprio questa obiezione che fa riflettere.

A questo punto della storia, infatti, ci si chiede: in cosa il Movimento 5 Stelle è diverso (o migliore) degli altri partiti? E soprattutto, lo è davvero?