Autore: Luca D

Matteo Renzi - Coronavirus

Matteo Renzi propone la riapertura graduale di tutte le attività, critiche dalla comunità scientifica

Matteo Renzi ha proposto un piano di emergenza alternativo: visto che dovremo imparare a convivere con il virus perchè non limitare i danni all’economia iniziando a riaprire gradualmente le attività?

In una lunga intervista, Matteo Renzi ha esposto il suo piano per il futuro dell’Italia. L’ex premier è partito da una premessa che, secondo lui, si dovrebbe tenere ben a mente prima di fare qualsiasi ragionamento e prendere qualsiasi decisione. Tale premessa è il fatto che attualmente non abbiamo un vaccino e non abbiamo un trattamento terapeutico che permetta di sconfiggere il virus. Ciò significa che, in un modo o nell’altro, dovremo abituarci a conviverci con questo virus che, anche se venisse sconfitto, potrebbe ripresentarsi da un momento all’altro.

La controversa proposta di Matteo Renzi

Oltre a questo, Matteo Renzi ha detto che dovendo convivere almeno un anno e mezzo con il virus bisognerà abituarsi a limitare quanto più possibile i contatti e gli assembramenti, non solo per queste settimane, ma fino a quando il problema non verrà definitivamente risolto tramite l’uso di una terapia efficace o, meglio ancora, di un vaccino.

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Di conseguenze, il leader di Italia Viva, propone di iniziare a riaprire gradualmente il paese. «Riapriamo perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus». Per Renzi «bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare».

Successivamente Renzi propone anche delle date precise: la riapertura delle fabbriche dovrebbe avvenire prima di Pasqua (12 aprile), mentre dopo Pasqua andrebbero riaperte gradualmente negozi, librerie, chiese per poi arrivare, con estrema calma, alla riapertura di scuole e università intorno ad inizio maggio.

Le critiche di Carlo Calenda

Inutile dire che tale proposta di Matteo Renzi ha suscitato non poche critiche, sia all’interno della classe politica che nel mondo scientifico. In una nota, Carlo Calenda si è rivolto al senatore toscano dicendo: “Caro Matteo Renzi, la tua dichiarazione che bisogna riaprire prima di Pasqua è poco seria. Potremo riaprire quando la curva inizierà a flettere seriamente. Altrimenti il lockdown sarà stato inutile e dovremo riapplicarlo al primo riaccendersi di un focolaio”. Altri esponenti hanno preferito non commentare affatto le parole di Renzi.

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Le critiche della comunità scientifica

Anche la comunità scientifica non ha preso bene la proposta portata avanti da Matteo Renzi. Gianni Rezza, responsabile dell’Istituto Superiore di Sanità per le malattie infettive ha detto:” Come epidemiologo devo guardare la salute pubblica e ora occorre rallentare e arrestare l’epidemia, Non possiamo tenere l’Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima vedere gli effetti delle misure importanti messe in campo dal governo. In questo momento non si può dire nulla non prima della fine del mese. Poi si possono studiare provvedimenti magari `stop and go´ o misure complementari. Vedremo cosa accadrà»