Autore: Luca D

Italia - Coronavirus

Libertà personali minime e nessuna menzione sul futuro tracciamento dei contagiati, siamo davvero in fase 2?

Il quadro che emerge dopo la conferenza stampa di Giuseppe Conte non è chiaro, è davvero iniziata la fase 2? Come verrà gestita?

La conferenza stampa del premier Giuseppe Conte, per molti italiani, è stata diversa da quello che ci si aspettava. Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un progressivo miglioramento della situazione dentro e fuori agli ospedali ed i buoni segnali sono stati confermati dalle statistiche. La curva epidemiologica è in discesa e addirittura, negli ultimi giorni, il numero dei guariti è stato pari o superiore a quello dei nuovi contagiati.

Alla luce di questi dati si era diffuso un lieve ottimismo e tanti di noi speravano di essersi guadagnati delle libertà personali che non avremo prima del 18 maggio. Nessuno si aspettava il “libera tutti” ma molti speravano un allentamento delle misure di sicurezza che, evidentemente, non c’è stato.

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Poche novità per quanto riguarda le libertà personali: più sport, la possibilità di tornare a casa e visitare parenti

Il governo e le task force impegnate nella lotta all’emergenza coronavirus hanno ritenuto troppo prematura la concessione di alcune libertà, nonostante la situazione sia in continuo miglioramento. Da un lato è sicuramente meglio essere prudenti quando si ha a che fare con un pericolo di questo tipo, dall’altro la linea che intende seguire il governo non è stata chiarita più di tanto. Per quanto riguarda le libertà personali è cambiato davvero poco.

Rimane in vigore il sistema delle autocertificazioni ma è stata aggiunta la possibilità di spostarsi, anche al di fuori del proprio comune, per far visita ai familiari. Gli spostamenti tra regioni diverse potranno avvenire per i comprovati motivi d’urgenza quali lavoro e salute, ma in aggiunta sarà concesso a quanti sono rimasti bloccati in una regione diversa da quella di residenza di tornare a casa. E’ stato inoltre aumentato il limite di tolleranza per l’attività sportiva che ora si potrà fare anche lontano da casa.

Buona parte del popolo italiano chiedeva maggiori libertà ed il governo ci ha in parte accontentati, ma siamo sicuri che lo abbia fatto nel modo giusto? E’ giusto permettere la visita ai parenti quando gli individui a più alto rischio sono proprio i nostri parenti più anziani? Dopo i tanti sforzi fatti dalle regioni del Sud che, nella maggior parte dei casi, sono riuscite ad evitare il peggio, è giusto concedere il ritorno alle migliaia di persone che sono rimaste bloccate in altre regioni? Non potrebbero essere due provvedimenti pericolosi?

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Nessuna menzione riguardo tracciamento e test sierologici

Nel corso della conferenza stampa, Giuseppe Conte non ha menzionato alcun tipo di sistema di tracciamento dei contagiati e nessuna iniziativa per monitorare l’andamento della curva. Nei giorni scorsi si è tanto parlato dell’App Immuni e dei test sierologici, la cui validità dei risultati determinerà il nostro comportamento nei prossimi mesi. Non sarebbe stato il caso di affrontare questi argomenti una volta per tutte? Come funzioneranno queste indagini? Quando inizieranno?

Al termine della conferenza stampa il quadro che è emerso non è affatto chiaro. Non è chiaro il traguardo da raggiungere ne tantomeno i mezzi che dovremo impiegare per raggiungerlo. Ormai è chiaro che le misure di lockdown introdotte sono state certamente utili, ma nel lungo periodo non basteranno da sole e dovranno essere integrate da ulteriori misure. A questo punto il dubbio sorge spontaneo, non è che l’App è ancora tanto lontana dall’entrare in funzione? Non è che i test sierologici non sono ancora stati ottimizzati e/o prodotti su larga scala?