Autore: Teresa Maddonni

Eventi - Curiosità - Italia

31
Ott

La storia di Halloween, perché è una festa anche italiana?

La storia di Halloween parte da lontano, dall’Irlanda infatti si è diffusa nel mondo declinandosi in molte tradizioni, anche nel nostro Paese. Dunque perché è una festa anche italiana?

La storia di Halloween pone le sue radici nel passato più remoto. Direttamente dagli Stati Uniti, la festa più terrificante dell’anno viene celebrata il 31 ottobre in tutto il mondo per diventare poi una festività anche italiana.

Nonostante molti non apprezzino questa festa trapiantata nel Belpaese, a guardare la sua storia, essa ha molto in comune con la tradizione nostrana più di quanto si possa pensare.

In molti si saranno chiesti se ci sia o meno una certa correlazione con la festa di Ognissanti celebrata il 1° novembre in Italia all’indomani della notte del “dolcetto o scherzetto?” del 31 ottobre. Effettivamente una qualche relazione esiste. E dunque, perché Halloween è una festa anche italiana?

Halloween, dai celti a Ognissanti: perché è una festa anche italiana

La storia di Halloween parte dall’Irlanda, dai celti, per giungere poi negli Stati Uniti ed approdare, ancor prima dei nostri giorni, in Italia accanto a quella di Ognissanti.

Alcuni studiosi collegano la festa di Halloween a quella celtica di Samhain, celebrata anticamente nell’arcipelago britannico e che significa, in antico irlandese, “festa di fine estate”.

Furono due studiosi alla fine dell’Ottocento, Frazer e Rhŷs, a collegare Halloween e Samhain, inoltre secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa in Inghilterra, Francia settentrionale e Irlanda, l’anno terminava proprio il 31 ottobre.

La festa di Halloween, celebrata nei paesi anglosassoni sempre come festa laica il 31 ottobre, si è poi diffusa negli Stati Uniti a metà dell’Ottocento con le migrazioni degli irlandesi oltreoceano, fino ad attestarsi in modo solido nel XX secolo e assumere, specie tra la fine degli anni novanta del ‘900 e i 2000, un carattere prettamente consumistico.

È indubbio che vi sia un legame tra l’originaria festa celtica di Halloween e la festa di Ognissanti celebrata anche in Italia. Infatti fu nell’835 d.C. che papa Gregorio IV istituì per la Chiesa cattolica la festività del 1° novembre nell’intento di sovrapporre la festa religiosa alla più antica festa pagana di origini celtiche.

Tutto era partito dall’espansione e conquista dell’Impero romano e il diffondersi del cristianesimo, fino quindi all’istituzione di Ognissanti. Non a caso il significato della parola Halloween dovrebbe essere proprio “all Hallows eve” ovvero “vigilia di Ognissanti”.

Antiche tradizioni italiane ricordano la festa di Halloween

In alcune antiche tradizioni italiane si ritrovano elementi che ricordano la festa di Halloween, non solo con la celebrazione di Ognissanti. Da Nord a Sud lungo lo Stivale, sono molte le celebrazioni che tra il 1° e il 2 novembre, festa dei defunti, richiamano la festa anglosassone nella quale si celebra il venir meno della separazione tra i vivi e morti, dove questi ultimi ritornano sulla terra.

In Piemonte e Valle d’Aosta è antica la tradizione di far cenare i defunti imbandendo una tavola sontuosa per l’occasione. Scendendo più a Sud in Calabria, un’antica usanza impone ai più poveri, che si crede siano immuni alla morte, di portare cibo ai defunti. Ecco perché il 2 novembre vengono preparate le “pitte collure” pane lievitato e fichi secchi, donati poi ai poveri che fanno da tramite con i morti.

Essendo Halloween la festa dei morti che tornano sulla terra, il legame c’è e non a caso anche in Sardegna, esistono diverse celebrazioni che ricordano Halloween: da Is Animas a su Mortu Mortu.

I bambini qui girano per le case del paese con dei sacchi e le famiglie per l’occasione preparano dei dolci di pane nero o saba per offrirglieli. I bambini, senza nulla da invidiare al “dolcetto o scherzetto?” chiedono: “Si onada a is animasa?” (le onde delle anime).

Le persone a quel punto riempiono i sacchi di dolci e frutta: chi li mangerà li porterà ai morti che attraverso questi si ciberanno. In altre zone della Sardegna, specialmente in Barbagia, è tradizione esporre zucche arancioni intagliate.

Tornando al Nord, nella città di Ampezzo in Friuli Venezia Giulia il 31 ottobre si rievoca il Capodanno celtico. Qui le “muras”, le zucche in dialetto locale, vengono intagliate ed esposte davanti alle case nella notte ormai conosciuta come Halloween, ma che ha antiche radici nelle tradizioni locali italiane.