Autore: Luca D

Stati Uniti - Polizia di Stato

La figlia di 6 anni di George Floyd: «Papà ha cambiato il mondo»

Negli Stati Uniti continuano le proteste e gli attacchi a Donald Trump, nel frattempo fa commuovere un video della figlia di Floyd, afroamericano ucciso dalla polizia pochi giorni fa.

Continuano a tenere banco negli Stati Uniti e nel resto del mondo le proteste scaturite dalla morte di George Floyd, ennesimo afroamericano che ha subito violenze da parte della polizia americana e che è morto in seguito alle lesioni riportate. Le proteste vanno avanti da quasi una settimana, molte città hanno dichiarato lo stato di emergenza, altre hanno imposto il coprifuoco, ma ciò non è bastato ad impedire saccheggi, incendi e manifestazioni violente.

La figlia di George Floyd: “Daddy changed the world”

In queste ore ci ha fatto commuovere un video postato sui social da Stephen Jackson, amico di George Floyd ed ex star della pallacanestro americana. Stephen Jackson conosceva George da molti anni e, appena ricevuta la terribile notizia, si è messo in gioco in difesa dell’amico che lui stesso ha definito “Un fratello più che un amico”. In questo video, Jackson ha sulle spalle la figlia di George, Gianna. La bambina di 6 anni, nonostante abbia perso il padre pochi giorni fa sembra piuttosto sorridente, guarda la folla, i manifestanti e le telecamere ed orgogliosamente urla: “Daddy changed the world” ossia “Papà ha cambiato il mondo”.

Poche semplici parole, ma un grande messaggio di speranza, la speranza che la morte di George, così come quelle precedenti non sia stata vana. Intanto le proteste proseguono e il clima sta diventando sempre più teso. Tutto il dipartimento di polizia di Minneapolis sarà chiamato a testimoniare e, la maggior parte degli agenti saranno indagati, il responsabile del gesto Dereck Chauvin verrà processato per omicidio volontario di secondo grado.

Tutti contro Donald Trump, lui ritira la minaccia di ricorrere all’esercito

Donald Trump, dopo giorni di tensione durante i quali è stato costretto a ripararsi nel bunker della Casa Bianca a causa delle violente proteste che si stavano svolgendo all’esterno, si è deciso a fare un passo indietro. Criticato dal Pentagono, da esponenti politici della sua fazione e di quelle avversarie, Donald Trump è stato costretto a rivedere la sua posizione. Dopo aver minacciato di ricorrere all’Insurrection Act che permetterebbe di mobilitare l’esercito nelle strade cittadine, tramite il suo portavoce, Trump ha detto che forse non sarà necessario arrivare fino a questo punto: “Forse non servirà. Anche se abbiamo il forte potere di farlo. La Guardia nazionale è una consuetudine e abbiamo una Guardia nazionale molto forte".

Anche l segretario di Donald Trump alla difesa ha aspramente criticato le parole e la posizione di Donald. In molti stati, diversi agenti e commissari di polizia hanno preso una netta posizione a favore delle proteste e contro le minacce e le parole del loro presidente. Tutto ciò, unito alla pessima gestione dell’emergenza coronavirus, potrebbe portare Trump alla perdita di molti consensi. Negli Stati Uniti si voterà nel corso del prossimo inverno/primavera.