Autore: Luca D

Nucleare - Corea del Nord

La Corea del Nord testa due nuovi missili, preoccupazione nella comunità internazionale

La Corea del Nord continua la corsa a missili ed armamenti nucleari. Nelle ultime ore sono stati testati due nuovi missili.

La Corea del Nord continua a lanciare missili nell’oceano e il comportamento del suo leader Kim Jong Un continua a preoccupare la comunità internazionale e soprattutto gli Stati vicini come la Corea del Sud ed il Giappone.

La Corea del Nord ed i precedenti test balistici

La Repubblica democratica di Corea, in realtà, non ha nulla di democratico. I suoi abitanti non possono uscire dal paese e, non avendo internet o altro genere di collegamenti con l’esterno, spesso non sono a conoscenza del mondo esterno. I diritti nel paese sono praticamente nulli, soprattutto per la fascia di popolazione meno ricca. Per fare alcuni esempi in paese vige la religione atea di stato, non esiste libertà di stampa e associazione. Addirittura delle voci non confermate parlano di una persona risultata positiva al coronavirus che è stata immediatamente giustiziata. Kim Jong Un, attuale dittatore, è alla guida del paese da già 9 anni.

Le ultime prove balistiche della Corea del Nord risalgono allo scorso dicembre. Nel mezzo delle negoziazioni tra Corea del Nord e USA, Kim Jong Un, aveva deciso di lanciare nel mar di Giappone diversi missili a corto e lungo raggio e lanciatori sottomarini. Non si trattò del primo episodio del genere visto che diverse volte la Corea è stata richiamata dagli organi internazionali a causa dei suoi armamenti e dei suoi test. Con una nota ufficiale, il governo coreano, aveva dichiarato alle altre nazioni di essere vicino all’ideazione di una nuova arma rivoluzionaria, si pensa che possano essere dei missili continentali o delle nuove tecniche di attacco sottomarino.

Il lancio di due nuovi missili

Dopo una tregua lunga due mesi, senza il minimo preavviso, Kim Jong Un ha ripreso le sue attività militari. Dalla costa della Corea del Nord, Wonsan, sono stati lanciati due missili verso il mare di Giappone. Il comando di stato maggiore della sud Corea ha avvertito la comunità internazionale dell’ennesimo affronto subito. I missili sono stati in grado di raggiungere i 35 km di altezza ed hanno coperto un raggio di 240 km. I dirigenti sud coreani non sono stati però in grado di individuare il tipo di arma che è stata utilizzata. Appena due giorni prima, il leader Kim Jong Un, tramite i media statali nord coreani sotto il suo controllo aveva fatto sapere di aver partecipato ad un esercitazione di artiglieria per testare «la prontezza delle unità di combattimento».

Sono attese nelle prossime ore le dichiarazioni dei diversi organi internazionali e degli Stati Uniti che, più di tutti, hanno provato a negoziare la denuclearizzazione con Kim Jong Un e la corea del Nord. Come già anticipato, le trattative erano giunte ad un punto morto, con il governatore coreano che chiedeva diverse agevolazioni in cambio di una denuclearizzazione molto lenta e non troppo convinta e sicura.