Autore: Luca D

Italia - Coronavirus

In Veneto «Il lock down non esiste più», la Lombardia aspetta l’ok della scienza

Il governatore del Veneto ha detto che nella sua regione il lock down ha i giorni contati e che, se spettasse decidere a lui, aprirebbe immediatamente le attività. Più cauto il governatore della Lombardia che aspetta ancora una diminuzione dei contagi e il parere della scienza.

Il Veneto è stata una delle prime regioni italiane ad essere colpite dal coronavirus SARS CoV 2 e, numeri alla mano, quella che ha meglio reagito all’emergenza. Le misure imposte dal governo e dalla regione sono state rispettate dalla quasi totalità della popolazione e i numeri delle ultime due settimane fanno ben sperare per il futuro. Gli ospedali della regione contano 197 pazienti in terapia intensiva, 3 in meno di ieri, e nelle ultime 24 ore sono stati registrati solo 8 decessi. Il numero di contagiati ufficiali supera i 10.000 ma rimane comunque contenuto se paragonato a quelli di altre regioni del nord Italia come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Il governatore del Veneto: “Il lock down non esiste più, se dovessi decidere io ripartirei subito”

Il governatore della regione, Luca Zaia, si è sbilanciato durante la conferenza stampa di questa mattina arrivando a sostenere che, se la scelta fosse sua, permetterebbe la riapertura delle attività nella sua regione a partire da subito a patto di rispettare alcune regole per evitare una seconda ondata di contagi. "Il trend positivo sui positivi ci fa preparare bene alla ripartenza: il lockdown non esiste più. Stiamo lavorando alacremente per presentare un progetto di messa in sicurezza per la ripartenza. Se dipendesse da me riaprirei tutto il 4 maggio con gradualità e senso di responsabilità”.

Luca Zaia ha specificato che non intende infastidire l’operato del governo facendo inutili polemiche e pertanto non si opporrà alle decisioni prese a livello nazionale. Allo stesso tempo però preme per una riapertura graduale e accompagnata da un piano di sicurezza a partire dal 4 maggio così’ come altri governatori regionali. La Sicilia, per esempio, ha già fatto sapere di non essere disposta a prorogare ulteriormente il periodo di lock down. Zaia ha sottolineato che il piano di ripartenza messo a punto dal suo team prevede un massiccio uso di gel, mascherine, dispositivi di protezione e distanziamento e termometri che dovranno essere forniti dalle aziende all’interno dei luoghi di lavoro.

In Lombardia: “Pronti alla riapertura a patto che la scienza sia d’accordo”

Si dimostra più cauto invece il governatore della Lombardia Fontana che non esclude una riapertura graduale a partire dal 4 maggio a patto che la scienza sia d’accordo: «La condizione ineludibile per parlare di riapertura è che ci sia il via libera della scienza. Se la scienza ci dirà bisogna stare chiusi staremo chiusi, però allo stesso tempo non possiamo farci trovare impreparati». I numeri, ed in generale l’intera situazione, in Lombardia sono decisamente diversi da quelli del Veneto, l’ondata di contagi sta rallentando ma lo fa ad un ritmo non abbastanza veloce. Uno dei motivi dietro questo rallentamento graduale potrebbe essere l’elevata mobilità in regione, ormai ai massimi livelli dall’inizio dell’emergenza.