Autore: Irene Mancuso

Donne - Fisco e Tasse - Lavoro - Impresa

22
Giu 2017

Imprenditoria femminile: le agevolazioni fiscali

Per le donne che vogliono avviare un’impresa sono garantite agevolazioni fiscali. Nel dettaglio chi ne beneficia e quali gli investimenti finanziabili

Grazie alla Legge 215 del 1992 la creazione e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile è sostenuta da alcune agevolazioni, come specifica l’art. 4 della suddetta Legge.

A valere sulle disponibilità di cui al comma 1 sono concessi contributi fino ad un ammontare pari al 50 per cento delle spese sostenute dai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), per le attività ivi previste.

In cosa consistono queste agevolazioni? Spesso le risposte online sono poco chiare o richiedono l’uso del vocabolario per la ricerca di alcuni termini. Proviamo ad affrontare nel dettaglio la questione per chiarire ogni dubbio sull’ imprenditoria femminile e sulle agevolazioni possibili.

Agevolazioni fiscali: natura e tipologia

Consistono nella concessione di contributi in conto capitale, e cioè il famoso contributo a “fondo perduto” calcolato sulle spese ammissibili che l’azienda fattura, senza vincoli di restituzione del capitale o pagamento di interessi. Solo una parte del finanziamento però, ha un tasso agevolato allo 0,5%, con un tempo massimo di 10 anni per la restituzione.

I beneficiari dell’impresa, come specificato nell’ art.5 possono richiedere di usufruire inoltre dei crediti di imposta, ovvero la possibilità di compensare i debiti o di godere di una somma pari all’ imposta sugli utili già versata dall’ impresa.
Qualsiasi imprenditorialità può beneficiare di queste agevolazioni purché si tratti

  • dell’avvio di nuove attività,
  • acquisto di attività preesistenti
  • realizzazione di progetti innovativi.

Gli investimenti finanziabili

Per incentivare la promozione di nuove imprenditorie femminili e per l’acquisto di servizi fu istituito un Fondo, sottoscritto nelle spese di quello che allora era il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato (l’attuale Ministero dello sviluppo economico). La dotazione di questo Fondo ha permesso di concedere contributi in conto capitale per le seguenti spese:

  • studi di fattibilità e piani d’impresa (2% dell’investimento ammesso)
  • progettazione e direzione dei lavori (5% dell’importo per opere murarie)
  • macchinari ed attrezzatura
  • impianti generali
  • opere murarie (25% dei macchinari ed impianti)
  • beni usati (solo per acquisto di attività preesistenti)
  • software
  • brevetti
  • attività preesistenti
  • servizi reali

    A chi si rivolge l’imprenditoria femminile?

  • le società cooperative e le società di persone, costituite per almeno il 60% da donne
  • le società di capitali le cui quote di partecipazione, non inferiori ai 2/3, siano in possesso di donne
  • le imprese individuali gestite da donne
  • le imprese, le associazioni, gli enti, le società di promozione imprenditoriale anche a capitale misto pubblico e privato, i centri di formazione e gli ordini professionali che promuovono corsi di formazione imprenditoriale.

Come si determina “la piccola impresa”?

I soggetti beneficiari delle agevolazioni per l’imprenditoria femminile devono rientrare nei seguenti parametri:

  • meno di 50 dipendenti
  • fatturato inferiore a 7 milioni di euro
  • indipendenza da imprese “partecipanti”

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