Autore: Luca D

Giorno nero per gli Stati Uniti, oltre 50.000 contagi in 24 ore

La situazione negli Stati Uniti sta divenendo sempre più difficilmente controllabile: oltre 50.000 contagi in 24 ore, coprifuoco a Miami

Gli Stati Uniti sono quasi in ginocchio. L’emergenza coronavirus negli USA non è stata trattata con lo stesso allarmismo, la stessa urgenza e la stessa responsabilità che sono state messe in campo nel continente europeo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. I primi casi di coronavirus negli Stati Uniti sono stati ufficializzati nella prima metà di marzo. A 4 mesi da quei primi casi, la situazione ha raggiunto il picco di pericolosità, proprio alla vigilia del 4 Luglio, giorno in cui negli Stati Uniti d’America si celebra l’indipendenza.

Numeri da record negli Stati Uniti: più di 50.000 contagi in 24 ore

Nelle ultime 24 ore il numero dei nuovi contagiati sul territorio USA ha superato tutti i record precedenti. Nel giro di un giorno il numero delle persone infettate dal nuovo coronavirus è aumentano di ben 53.000. Nella stessa giornata ben 7 dei 50 stati hanno infranto di gran lunga i record precedenti per numero di contagi giornalieri, si tratta di: Alaska, Arkansas, Florida, Georgia, Montana, South Carolina e Tennessee. Il numero totale dei contagi da inizio emergenza è pari a 2,7 milioni, quello dei decessi sta per raggiungere quota 130.000.

Nelle ultime 24 ore si sono registrate altre 650 vittime. Si tratta di un numero molto alto che però potrebbe essere di gran lunga maggiore se paragonato agli altri. Per fortuna, i medici sanno gestire la malattia molto meglio rispetto a due o tre mesi fa, grazie a questo si stanno salvando centinaia e centinaia di vite umane.

L’emergenza coronavirus negli Stato Uniti d’America non è stata gestita per nulla bene. Il lockdown, al quale Donald Trump si è opposto sin dal primo momento, non è stato attuato in modo serio e duraturo. Il periodo di quarantena è infatti durato molto meno rispetto a quanto accaduto negli stati europei, inoltre le regole erano molto più blande. Probabilmente è stato proprio questo approccio molto leggero al problema a causare quella che non può essere definitiva una seconda ondata, ma semplicemente una prima ondata sfociata a causa di una pessima gestione.

A Miami entra in vigore il coprifuoco notturno

Il sindaco della Contea di Miami, situata in Florida, uno degli stati maggiormente colpiti, ha istituito il coprifuoco che entrerà in vigore dalla sera di venerdì. Nessuno potrà lasciare le proprie abitazioni tra le 22 di sera e le 6 di mattina. Con un secondo provvedimento, il primo cittadino di Miami ha inoltre revocato le riaperture di diverse attività non essenziali come cinema, teatri e casinò. Rimangono aperti, per ora, i ristoranti e le tavole calde ma fino alle 22. Anche il sindaco di Chicago ha preso provvedimenti limitando l’apertura delle attività e obbligando alla quarantena di 14 giorni chi proviene dagli stati maggiormente colpiti.