Autore: B.A

Coronavirus

I danni del lockdown forse peggiori di quelli del Covid-19, lo dice Bassetti, ecco perché

Danni economici, sociali, psicologici e sanitari più per il lockdown che per il coronavirus, il pensiero del Professor Bassetti.

Ormai ci sono figure professionali che sono diventati familiari a molti di noi. Sono i virologi, gli infettivologi, i medici e gli scienziati che stanno in prima linea sul campo del Covid-19. Tra ospitate in tv, articoli sui giornali e post su internet, l’attualità è piena di questi addetti ai lavori che approfondiscono le tematiche relative al coronavirus per i cittadini. Tra questi c’è il professor Matteo Bassetti. E in una delle sue interviste, il dottore ha affrontato l’argomento coronavirus, da un’altra angolazione, cioè sulle problematiche indirette del Covid-19, quelle derivanti dal lockdown.

La situazione è in netto miglioramento

Matteo Bassetti è il direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. La Liguria, anche se non a livello di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, è stata una delle Regioni più vessate dall’emergenza Covid-19. La situazione è da diversi giorni in miglioramento, così come in tutta Italia. E lo dimostrano anche i dati che espone Bassetti, uno che è stato ed è ancora, in prima linea per contrastare il virus.

«Dall’inizio di questa settimana c’è stato da noi un solo ricovero per Covid-19 e in tutto l’ospedale abbiamo circa 50 persone positive mentre nel momento peggiore dell’emergenza siamo arrivati ad averne ricoverate in un solo giorno 370», dichiarazioni di un primo attore dell’emergenza che dimostra come l’emergenza massima sia un ricorso, anche se il virus è tutt’altro che sconfitto. Il bilancio del professore si riferisce ai primi 18 giorni della cosiddetta Fase 2, quella in cui le drastiche misure restrittive sono state allentate dal governo, Prina il giorno 4 maggio e poi. 18 maggio.

Un virus che ha cambiato livello di aggressività

Come dicevamo, sono numerosi gli esperti che quotidianamente approfondiscono i dati sul virus e spesso, in base al virologo che parla, le teorie sono diverse, arrivando spesso ad essere pure contrastanti.
Bassetti, pur se con tutte le dovute cautele, sembra pensare che il virus stia perdendo forza, o almeno questo si capisce dalle parole dello stesso. Bassetti è stato tra i primi esperti a sottolineare come il virus stesse cambiando.

«Gli ultimi pazienti che dal pronto soccorso sono andati in terapia intensiva intubati risalgono a quattro settimane fa e chi ha visto il virus da vicino e l’ha guardato in faccia come me ha la sensazione che ci sono meno casi e quei pochi che arrivano sono meno gravi e questo è un dato di fatto non un opinione. Se questo è legato al fatto che il virus ha mutato ce lo potranno dire solo i laboratori di virologia ma questa è la realtà che viviamo noi oggi”, parole che lasciano trasparire il pensiero del professore.

I problemi del lockdown peggiori del virus

Bassetti è stato anche uno dei primi addetti ai lavori a propendere per il ritorno ad una vita quanto più normale possibile, seppur con tutte le dovute cautele. “Bisogna tornare a una vita normale perché ci stanno tornando tutti come i tedeschi e gli spagnoli e non possiamo essere i primi ad aver chiuso e gli ultimi ad aprire», così Bassetti che comunque sottolinea come occorre prestare attenzione.

Restare chiuso secondo Bassetti può essere pericoloso, perché giorno dopo giorno si continuano a vedere gli effetti del lockdown che per Bassetti sono forse più gravi di quelli diretti del coronavirus. "Abbiamo danni economici, sociali, psicologici e sanitari perché noi in questi tre mesi ci siamo dimenticati di tutti gli altri, oggi noi abbiamo una lista arretrata di visite prenotate, visite ambulatoriali che dobbiamo necessariamente fare perché il nostro dovere è curare tutti. Oggi sembra che il covid si sia preso tutto e per un certo periodo è stato così ora è venuto il momento di dare importanza anche a tutte le altre patologie”, così Bassetti ha messo in luce una evidente problematica causata dall’emergenza epidemiologica.

Senza trascurare i problemi economici di attività chiuse per troppo tempo, di attività riaperte ma con un drastico calo dei ricavi, con molti italiani che hanno subito contraccolpo psicologici dall’isolamento che il lockdown ha prodotto. Infine, sempre Bassetti, sul probabile ritorno in forza del Covid-19 in autunno, cosa che molti suoi colleghi pensano, dice di essere fiducioso, non tanto perché non ritornerà, ma perché adesso le strutture sanitarie danno con chi hanno a che fare e si sono già organizzate per avere più posti nelle terapie intensive o nei reparti da destinare tutti al Covid-19.