Cyberbullismo e hate speech: chi viene colpito e come affrontarli

Cyberbullismo e hate speech, in 10 anni è raddoppiata l’esperienza negativa di bambini e adolescenti su internet. Di seguito i rischi e come affrontarli.

Cyberbullismo e hate speech, i nemici da fermare nell’era delle nuove tecnologie. Secondo le ricerche effettuate da “EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili” presentante al MIUR in occasione dell’evento «Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te», è aumentata la percentuale di ragazzi che vivono un’esperienza negativa navigando su internet.

Secondo i dati che sono emersi dalla ricerca, i ragazzi colpiti che erano il 6% nel 2010, sono diventati il 13% nel 2017. Il 31% degli adolescenti (fra gli 11 e 17 anni) ha dichiarato di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi contro un individuo o un gruppo, ma sebbene di fronte al cyberbullismo o hater speech il sentimento più diffuso sia la tristezza (52% dei casi) seguita da disprezzo (36%), rabbia (35%) e vergogna (20%), il 58% del campione afferma di non aver fatto nulla.

Secondo i dati dell’indagine, c’è un alto tasso di percentuale di ragazzi soprattutto per di quelli di età compressa tra i 15 e 17 anni che usa regolarmente lo smartphone per navigare su internet sia a casa come nei tragitti casa-scuola o spostamenti vari.

Le attività online più diffuse sono quelle relative alla comunicazione e all’intrattenimento: il 77% delle ragazze e dei ragazzi di 9-17 anni usa internet tutti i giorni per comunicare con amici e familiari, poco più della metà guarda video online e visita quotidianamente il proprio profilo sui social media. Il 37% usa internet quotidianamente per fare i compiti a casa.

Cyberbullismo e hate speech: i rischi

I rischi principali sono quelli legati all’ostilità, razzismo, hate speech, pornografia e sexting.

Secondo le ricerche del “EU Kids”, sarebbe cresciuto il numero di ragazzi di età tra i 9 e 17 anni che ha subito un’esperienza su internet che li ha turbati, spaventati o fatti sentire a disagio (13%). Cresce soprattutto fra i bambini dai 9 ai 10 anni, passando dal 3% registrato nel 2013 al 13% del 2017.

Sebbene la percentuale di cyberbullismo non sia cresciuto, si conferma come il rischio che fa più soffire, i tre quarti degli intervistati per la ricerca ne è stato vittima ed è rimasto molto turbato o sconvolto, il 19% degli intervistati è stato testimone di episodi di cyberbullismo nell’ultimo anno.

Dalle indagini, esce fuori che solo una minoranza degli intervistati sia stato coinvolto direttamente negli espisodi, ciò nonostante, il cyberbullismo è un’esperienza che coinvolge la maggior parte in qualità di testimoni, il 49% di questi, avrebbe cercato di aiutare la vittima mentre il 51% non avrebbe fatto nulla.

Il 31% dei ragazzi da 11 a 17 anni, avrebbe visto online messaggi di odio o commenti offensivi (hate speech) legati al colore della pelle, nazionalità o religione della vittima. Il 58% degli intervistati, tuttavia, ha dichiarato di non avere fatto nulla al riguardo.

I messaggi sessuali (sexting), ha colpito il 67% delle ragazze intervistate da 11 a 17 anni e si è detto molto o abbastanza turbato.

Cresce anche l’esposizione a materiale pornografico, soprattutto negli adolescenti dai 15 ai 17 anni (51%) che si è dichiarato indifferente al riguardo.

Cyberbullismo e hate speech: come affrontarlo

Il cyberbullismo è quindi denunciabile e punibile con la legge e per poter affrontare questi fenomeni, Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si sta fortemente impegnando per poter permettere a ragazze e ragazzi di avere una piena cittadinanza digitale, perciò saranno avviati i lavori per monitorare l’evoluzione di questi fenomeni con la collaborazione della Polizia postale e grazie alla Legge 29 maggio 2017 n. 71 contro il bullismo.

Data centrale sarà il prossimo 6 febbraio, quando a Roma, al teatro Brancaccio, si celebra il Safer Internet Day 2018, la Giornata internazionale dedicata alla navigazione sicura in Rete. In concomitanza con il Safer Internet Day si tiene anche la seconda edizione della Giornata nazionale "Un Nodo Blu - le scuole unite contro il bullismo". Altro evento di rilievo è il 9 febbraio a Milano, presso la sede dell’Università Cattolica, con l’iniziativa "Parole a scuola", una giornata di formazione gratuita per docenti sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi.