Covid, riaperture bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine: la situazione

Tra la terza decade di aprile e l’inizio di maggi potrebbero concretizzarsi le prime riaperture, il punto della situazione

Il nuovo decreto del governo Draghi è in vigore dallo scorso 7 aprile e, salvo novità, lo sarà fino al 30 aprile. Come è noto esso prevede lo stop delle zone gialle fino alla fine del mese, ma anche la possibilità di una revisione qualora i dati diventassero favorevoli

Riaperture: molto dipenderà dai dati nelle singole regioni

I numeri a cui si fanno riferimento sono essenzialmente tre:

  • Il livello dei contagi quotidiani, da cui dipende, ad esempio, la possibilità di poter riprendere un tracciamento efficace e finalizzato a spegnere in maniera tempestiva eventuali cluster
  • La pressione sui sistemi sanitari
  • Il numero delle vaccinazioni, con speciale riferimento alle fasce di popolazioni più fragili

È facile notare come il terzo parametro sia destinato a contribuire in maniera considerevole, anche in prospettiva, all’abbassamento del livello dei primi due.

Nel momento in cui il quadro complessivo dovesse rivelare un trend favorevole, sarà quello il momento in cui ci saranno le basi per procedere a riaperture nelle zone in cui la situazione epidemiologica complessiva volgerà verso uno status dove si avvicina ad essere o è sotto controllo.

Si potrà, dunque, parlare di riaperture. Sulla base del presupposto che a governare le azioni saranno soprattutto i dati (punto ribadito anche da Mario Draghi), è inevitabile chiarire che non si dovrà immaginare la ripartenza come lo schiacciamento di un interruttore. Davanti ci sarà un sistema graduale.

La prima data chiave potrebbe essere il monitoraggio della prossima settimana che potrebbe, eventualmente, chiarire se ci sono i margini affinché si possa procedere alle prime riaperture a partire dalla settimana del 20 o se, invece, occorrerà aspettare l’inizio di maggio. Si tratta del famoso “check” che il decreto prevede.

Riaperture bar e ristoranti: nelle zone con situazione epidemiologica migliore

Le prime riaperture potrebbero essere quelle di bar e ristoranti. Un passaggio che, in sostanza, passa dalla possibilità che venga dato un nuovo via libera alle «zone gialle». Tra le soluzioni che si ipotizzano è che, nelle aree con dati «da giallo», le attività di ristorazione possano tornare ad operare in “loco” con un orario ridotto. Non più dalle 5 alle 18, ma dalle 5 alle 15 ad esempio.

Nel campo delle ipotesi c’è anche la possibilità che, almeno inizialmente, il via libera potrebbe riguardare quelle attività che hanno la possibilità di servire al tavolo e non, ad esempio, al banco.

Da qui potrebbe anche emergere una differenza, quantomeno iniziale, tra le posizioni di ristoranti e bar. Anche perché non bisogna dimenticare che le aperture sarebbero comunque subordinate alla necessità di rispettare i protocolli.

Cinema, teatri e musei: ipotesi prenotazioni on line

Dopo bar e ristoranti toccherà ad altre attività. Cinema e teatri potrebbero riaprire con ingressi contingentati, sedute distanziate, obbligo di mascherina Ffp2 in sala e facoltà di acquistare i biglietti solo on line per evitare assembramenti nelle code.

Musei, gallerie e mostre potrebbero ripartire con visite prenotate in rete e ingressi distribuiti nell’arco della giornata, con la necessità per i visitatori di rispettare percorsi già definiti con uscite ed entrate differenti.

Riapertura palestre e piscine, la situazione

La riapertura di bar e ristoranti potrebbe fare da battistrada anche alla riapertura di palestre, centri sportivi e piscine dove si svolge attività individuale. Anche in questo caso si lavorerebbe, almeno inizialmente, su ingressi contingentati, spazi con ampi distanziamenti tra chi ne usufruisce e possibili limitazioni all’uso di ambienti comuni come gli spogliatoi.

La settimana che sta per iniziare potrebbe essere decisiva ai fini della definizione delle strategia. Non bisogna, infatti, dimenticare che sta anche arrivando il momento della scrittura del nuovo decreto, tenuto conto che quello attuale andrà in scadenza il 30 aprile. E non manca chi prevede che una reale prospettiva di allentamento delle misure possa maturare a partire proprio dall’inizio di maggio.

Tuttavia, qualora i segnali di rallentamento dell’epidemia, innescati anche dall’avanzamento della campagna vaccinale, dovessero proseguire, risulta chiaro che la strada verso riaperture graduali possa essere ormai considerata «tracciata». Ma è chiaro che c’è attesa per conoscere le date.