Covid, Pregliasco su riaperture: «Temo che un prezzo da pagare lo avremo»

Il virologo dell’Università di Milano è intervenuto nel corso della trasmissione Mattino 5 in onda su Canale 5

Il 26 aprile è stato il giorno dell’entrata in vigore del nuovo decreto del governo presieduto da Mario Draghi. Soprattutto in zona gialla e all’aperto, molte attività hanno riaperto e nel complesso si registra una maggiore libertà, anche di spostamento.

Una scelta che non ha avuto l’approvazione di diversi scienziati, preoccupati da livelli di contagio ancora troppo alti e dall’effetto delle varianti mentre è in corso la vaccinazione.

C’è molto equilibrio nella valutazione delle cose fatta dal professor Fabrizio Pregliasco. Il virologo dell’Università di Milano è intervenuto ai microfoni della trasmissione di Canale 5 Mattino 5. «Abbiamo - ha dichiarato - una situazione ovviamente molto fluida».

Covid, Pregliasco parla dei fattori che giocano a favore del contenimento

In primis ha dichiarato come, in questa fase, si potrà auspicare nell’effetto degli «elementi positivi».

«Sicuramente - ha precisato - la vaccinazione. È vero, non sta andando così velocemente come vorremmo. Stiamo andando al trotto, potremmo andare al galoppo. Sembra che i vaccini stiano arrivando e quindi la situazione è in via di miglioramento».

La stagione fredda è ormai alle spalle e la progressione del calendario servirà anche ad assistere ad un aumento delle temperature che giocherà a favore del miglioramento delle ose.

«La meteorologia - ha confermato Pregliasco - ci avvantaggia nel prossimo futuro. L’abbiam visto lo scorso anno che le condizioni meteo riducono la capacità di contagio».

Libertà, possibilità di convivialità e aumento dei contatti interumani sono aspetti fondamentali della quotidianità, ma anche e purtroppo alleati potenziali rischi.

«Abbiamo - ha detto Pregliasco - l’elemento delle aperture. Sono aspetti che sono in un equilibrio precario e la scelta politica è difficilissima. Non è una scelta scientifica in senso assoluto rispetto alla problematica salute».

Da un punto di vista scientifico e medico la strada da prendere sarebbe stata una sola «Rispetto alla problematica alla salute - ha rivelato Pregliasco - ci voleva un lockdown pesante».

Riaperture, Pregliasco sottolinea la necessità di mediazione della politica

Tuttavia, tra la teoria e la pratica c’è un contesto socio-economico che ha diversi settori al collasso con la sofferenza che ne consegue per molte famiglie. «La mediazione - ha ammesso Pregliasco - è un equilibrio difficilissimo. Una decisione politica in un senso alto del termine, quindi di mediare fra interessi diversi sapendo che un pezzo da pagare purtroppo ci potrà essere».

E poi la previsione su quando si potranno valutare gli eventuali impatti delle riaperture. «La situazione - ha anticipato il professore - rimarrà stabile per almeno una quindicina di giorni. Gli effetti li vedremo, se ci saranno, almeno a distanza, quindi nel mese di maggio e più avanti. Il tempo di incubazione ormai lo abbiamo bene imparato tutti».

«Temo - ha chiosato - che un prezzo da pagare lo avremo. Voglio sperare che, al di là degli eccessi, possa esserci una responsabilità complessiva delle persone».

Parole da cui si evince come i comportamenti individuali potranno fare la differenza.