Covid, cosa accadrà in autunno?

Settembre e la ripresa delle attività sono alle porte, ma ci sono tanti fattori da tenere in considerazione

Quali saranno gli scenari dell’autunno 2021 in relazione al Covid? Sulla base di quanto accaduto un anno fa, si tratta di un interrogativo naturale. Si ricorderà come al rientro delle vacanze, gradualmente, la curva dei contagi iniziò a schizzare verso l’alto parallelamente alla ripresa delle attività.

Covid in autunno, presupposti diversi dal 2020

In quell’occasione si disse anche che i comportamenti poco virtuosi estivi contribuirono a tenere viva la catena dei contagi, spesso asintomatici, fino alla crescita autunnale. Anche perché più le temperature si abbassano, più la trasmissione è facile per effetto di uno stazionare molto di più in ambienti chiusi e condivisi.

Sono in tanti a mettere in rilievo come, in questo agosto 2021, ci sia una situazione epidemiologica addirittura peggiore a livello di contagi e ricoveri. Questo, però, non è il presupposto che deve far pensare a qualcosa di negativo.

Un anno fa la situazione appariva meno considerevole dal punto di vista numerico solo perché si veniva fuori da un lockdown duro che aveva abbattuto la trasmissione, permettendo una ripartenza da un punto molto più basso. E l’altro aspetto, emerso dalle tesi scientifiche, è che oggi si ha a che fare con una variante molto più contagiosa.

Covid, il vaccino giocherà un ruolo decisivo

Ci sono, però, anche le buone notizie. Oggi, grazie al vaccino che prima non c’era, le possibilità di essere ricoverati dopo aver subito un’infezione sono molto più basse grazie alla protezione dei preparati. Avere tanti infetti, ma pochi ospedalizzati, equivale a non mettere in crisi il sistema sanitario e ad avere un’elevata percentuale di persone, comprese quelle che prima erano più a rischio, che anche in caso di infezione possono passare indenni il contatto con il virus. Punti questi che favoriscono un ragionevole ottimismo. Ed ecco perché resta importante vaccinare quanta più gente possibile.

Covid, le parole di Pregliasco a La Stampa

Rispetto agli scenari presenti e futuri, si è espresso anche il professor Fabrizio Pregliasco in un’intervista a La Stampa dell’11 agosto 2021. Il virologo dell’Università di Milano ha ha spiegato come la quarta ondata «stia rallentando» per effetto di una mancanza di «verticalità» e del raggiungimento di una «plateau». Ha detto, però, di aspettarsi a settembre ed ottobre un «effetto sasso nello stagno con con ondate iniziali più forti e poi molto più deboli».

«Durerà - ha spiegato - ancora due-tre anni. Sarà un colpo di coda, magari non pesante come quelli passati, che dovremo aspettarci». «Dobbiamo - ha evidenziato - pianificare la nostra vita immaginando sempre lo scenario peggiore».

Pregliasco, tra l’altro, ha spiegato come potrebbe non arrivare mai «una dichiarazione di fine» della pandemia, ma si arriverà ad una «situazione di tolleranza con pochi casi e pochi morti». Situazione che porterebbe il virus ad essere «endemico» com l’Hiv. «Ogni giorno - ha spiegato - il virologo - ci sono un po’ di persone che si infettano ma non se ne parla più. E così sarà per il coronavirus».