Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

12
Giu

Covid 19 e blocco sanitario: «rimaste senza controlli più di 230mila persone malate di cancro»

La situazione sanitaria in Italia è particolarmente difficile anche e soprattutto dopo l’emergenza Covid-19.

Come sappiamo il Sars-Cov2 ha provocato più di 30.000 decessi nel nostro Paese ma oltre il problema dei contagi, a causa del lockdown, molti pazienti sono stati colpiti ’indirettamente’ dal virus a causa del blocco sanitario. Pazienti che dovevano eseguire uno screening, non sono riusciti ad avere una diagnosi per tre mesi mentre quelli che già erano a conoscenza della malattia e avevano iniziato una cura non hanno potuto effettuare i controlli periodici per verificare l’efficacia della terapia.

Una situazione irreparabile, secondo Stefania Gori, presidente dell’associazione dei medici oncologici, più di 230 mila persone hanno dovuto rimandare visite esami e accertamenti a causa del lokcdown. L’epidemia non solo ha provocato molte vittime e più di 200 mila contagi ma a fare i conti adesso sono gli italiani con malattie oncologiche e cardiovascolari che hanno dovuto rinunciare e spostare dei controlli importanti impedendo una diagnosi tempestiva a causa dell’emergenza coronavirus.

La sospensione dell’attività sanitari potrebbe aver compromesso l’efficacia dei percorsi terapeutici e quindi anche della guarigione. Ma non solo, adesso che c’è stata la ripartenza, le liste di attesa sono molto lunghe e prolungate a causa del sovraccarico di pazienti che hanno rimandato le visite.

Covid-19, la proposta degli esperti al ministero della salute: «oncologi di famiglia e potenziamento del reparto cardiologico»

A partire da febbraio fino al mese di maggio tantissimi malati hanno rinunciato di effettuare i controlli o per timore di contagiarsi o semplicemente perché impossibilitati. «Bisogna recuperare nell’arco del prossimo anno, colmare il gap per tornare a garantire la sopravvivenza a cinque annidala diagnosi, la riduzione di mortalità per il cancro e la precocità degli screening.» sottolinea Stefania Gori in una dichiarazione riportata sul «Corriere della Sera». La presidente dell’Aiom insieme ai suoi colleghi lancia un appello al ministro della Salute Roberto Speranza. Il ministero aveva già provveduto un mese fa, ingaggiando un team di esperticon il compito di suggerire un programma di recupero post Covid.

Un programma che ha una certa urgenza e che deve intervenire su questa problematica in modo tempestivo soprattutto se si tratta di oncologia. Nel programma, come riportato sul Corriere della Sera, verranno valutate diverse proposte, tra queste, quella della creazione di una nuova figura: l’oncologo di famiglia che sarà presente negli ambulatori. Verrà considerata anche l’idea di potenziare il reparto di cardiologia e di telemedicina. Il blocco del sistema sanitario ha provocato danni difficilmente recuperabili o perlomeno ci vorrà del tempo.

Si calcola che più di un milione di italiani con patologie oncologiche devono sottoporsi frequentemente a terapie specifiche come chemioterapia, radioterapia e immunoterapia. Nei tre mesi del lockdown, molti hanno rimandato gli esami diagnostici, alcuni hanno dovuto sospendere le cure e altri hanno posticipato le visite e rinunciato a percorsi terapeuti. Inoltre più di 400.000 interventi chirurgici sono stati rimandati a causa del Covid.