Autore: Giorgia De Angelis

Curiosità - Tendenze - Social network

8
Nov

Cosa vuol dire «Ok, boomer»?

Una frase diventata virale nelle ultime settimane, ma cosa vuol dire «Ok, boomer»? Si tratta di una provocazione verso la generazione nata tra la metà degli anni ’40 e la fine dei ’50.

In questi giorni per tutto il web, principalmente sui social, non si fa altro che incappare in una serie di meme riportanti la stessa frase. Una domanda sorge spontanea nel momento in cui ci si ritrova “faccia a meme”: cosa vuol dire “Ok, boomer”?
A differenza delle solite figure ironiche e sarcastiche, questa rappresenta un vero e proprio insulto velato e provocatorio dei millenials e della generazione Z, in risposta agli atteggiamenti paternalistici delle generazioni più agée.

Cosa vuol dire “Ok, boomer”?

Il meme, secondo alcune voci, è nato già un anno fa, ma è solamente nelle ultime settimane che è diventato virale. Principalmente la frase in questione ha fatto la sua comparsa su Twitter e su TikTok, diffondendosi di profilo in profilo tra i giovani fino a creare un vero e proprio scontro generazionale. La chiave del significato di “Ok, boomer” risiede interamente nella seconda parola della frase, che altro non è che l’abbreviazione di baby boomers. I baby boomers sono tutte quelle persone nate tra il 1945 e il 1960, i cosiddetti figli del boom economico.

“Ok, boomer” è un’espressione canzonatoria da parte di giovani e adolescenti nei confronti delle lamentele di questa generazione, spesso criticata e ritenuta da molti la causa dei disagi esistenti al mondo d’oggi. Crisi finanziaria, crisi climatica e altri disastri contemporanei sono attribuiti alle azioni sbagliate dei baby boomers, che secondo alcuni hanno tratto grandi privilegi dal boom economico occidentale, lasciando nelle grinfie del debito pubblico le generazioni successive.
La frase nasce quindi per soffocare il tono di superiorità con il quale i baby boomer sono soliti pronunciare pesanti giudizi e opinioni nei confronti delle nuove generazioni. “Ok, boomer” concede ai giovani di conquistare il diritto di parola e il potere, lo stesso potere che i baby boomers non hanno saputo utilizzare correttamente tempo addietro.

“Ok, boomer” non è soltanto un meme

Internet è un posto meraviglioso, crea ponti invisibili che collegano persone in ogni parte del mondo, creando tendenze e nuovi linguaggi universali. Un linguaggio ormai conosciuto a livello globale è sicuramente quello dei meme, che diventando virali vengono poi utilizzati anche nella vita reale. “Ok, boomer” non si è limitato a coprire ogni angolo del web, ma è arrivato persino a conquistare i giovani americani Democratici e di sinistra costituendo una sorta di slogan progressista.
Una situazione in particolare ha fatto parlare molto: Chlöe Charlotte Swarbrick, una parlamentare di 25 anni, stava affrontando un discorso in parlamento riguardante i problemi legati al clima, quando un collega “più anziano” l’ha interrotta. Senza neanche scomporsi, Swarbrick lo ha messo a tacere con un naturalissimo “Ok, boomer” per poi tornare alla sua orazione.

“Ok, boomer” e la discriminazione generazionale

Qualcuno tuttavia, quasi a voler confermare ulteriormente il comportamento lamentoso dei baby boomer, si è letteralmente indignato per la questione. Un noto conduttore radiofonico americano, Bob Lonsberry, ha scritto un post su Twitter (successivamente cancellato) dove paragonava “Ok, boomer” alla cosiddetta N-word. Si sta quindi iniziando a parlare di un meme canzonatorio come di una vera e propria discriminazione generazionale, affiancandola per gravità a quella razziale.
Il The Guardian ha pubblicato inoltre un op-ed per boicottare il “movimento”, asserendo che i baby boomer hanno in alcuni casi serie difficoltà anche a tirare avanti, meriterebbero di conseguenza solidarietà e non meme offensivi.