Autore: Luca Macaluso

Malattia - Salute

7
Feb

Cosa sapere sul Coronavirus: domande frequenti, sintomi e ultime novità

Il Coronavirus continua a mietere vittime e a destare preoccupazione, ma sappiamo davvero tutto su questo misterioso virus? Ecco le cose che fino ad oggi si conoscono su questa particolare epidemia.

Il Coronavirus è la malattia del momento, quella che desta preoccupazione in tutto il Mondo. In Cina continua a mietere vittime, tanto è vero che è appena morto il dottore che per primo ha scoperto il virus e che per primo ha dato l’allarme sulla pericolosità di questa malattia. In Italia ieri abbiamo avuto il primo caso di contagio di un cittadino italiano.

Si tratta di uno dei nostri connazionali rientrati da Wuhan con un volo diretto a Ciampino. Wuhan è la città e la provincia che sono i focolai dell’epidemia. Ma cos’è esattamente il Coronavirus? Ecco tutte le cose che fino ad oggi sono state scoperte su questa pericolosa malattia che in Cina ha fatto già oltre 600 morti.

Cos’è il Coronavirus?

Molti scienziati paragonano il Coronavirus alla Sars, altra malattia che nel 2002 si diffuse nel Mondo e che partì anch’essa dalla Cina. Il Coronavirus, scientificamente conosciuto con la sigla 2019-nCoV, è un virus molto simile alla Sars, perché fa parte della stessa famiglia di infezioni. Sembra che rispetto alla Sars il Coronavirus sia meno letale.

Infatti nel 2002, il tasso di letalità della Sars era di 1/10, cioè ogni 100 ammalati ne morivano 10. Per il Coronavirus siamo a 2 morti ogni 10 contagiati. Anche la Sars era un virus a corona, cioè formato da punte che al microscopio lo fanno assomigliare ad una corona. Il virus è di origine animale. Infatti sembra derivi dai pipistrelli, animali come molti che in Cina fanno parte della tradizione culinaria.

Dall’Istituto Spallanzani di Roma, dove è ricoverato il nostro connazionale contagiato e dove ci sono i due turisti cinesi recuperati in un Albergo romano e ammalati del virus, ipotizzano che il Coronavirus abbia attaccato l’uomo a seguito di una mutazione dello stesso virus. Nei mercati cinesi, si vendono animali vivi, perché tradizione vuole che la carne da mangiare i cinesi la vogliono macellata al momento.

Probabilmente, è bastata una ferita in un uomo che si accingeva a macellare un pipistrello, per far entrare nell’uomo, il virus. Sebbene questo virus non avrebbe dovuto attaccare l’uomo, la sua mutazione lo ha reso letale anche per lui. E da una persona il virus si è facilmente diffuso.

I sintomi del Coronavirus

La rapida diffusione del virus è dovuta alla natura stessa dell’infezione. Infatti i sintomi del Coronavirus sono quelli classici dell’influenza, con picchi di polmonite, bronchite e insufficienza renale. Tosse, raffreddore, dolori addominali ed ossei, febbre e cefalea sono i sintomi classici dell’influenza e del Coronavirus. Basta uno starnuto, un colpo di tosse e come per i normali raffreddori, anche il Coronavirus si trasmette rapidamente.

Tra l’altro sembra che il virus, che i nostri dottori hanno isolato allo Spallanzani, si sta modificando ma non sta diventando più aggressivo, almeno stando a quanto dicono i ricercatori. Infatti, alla stregua di ogni virus, nel passaggio da uomo a uomo il virus è sensibile a mutazioni, ma non sta diventando più aggressivo. Il tasso di contagiosità del Cornonavirus non è esageratamente alto.

Da questo punto di vista il virus è de tutto simile all’influenza, perché un soggetto ammalato ne contagia in media 3. Per fare un esempio meglio indicativo per capire la contagiosità di una malattia, basti pensare che varicella e morbillo passano mediamente da un contagiato a 18 persone. I numeri che accompagnano il Coronavirus non sono indicativi sulla contagiosità del virus, ma piuttosto, sono indicativi del contesto dove si è propagato.

La Cina è densamente popolata e l’alto numero di contagi non deriva dal virus e dalla sua pericolosità ma dall’alto numero di persone che ci sono nello Stato asiatico. Wuhan è una metropoli e la Provincia di questa città è assai vasta. Per il momento l’epidemia è circoscritta lì, perché per esempio, nonostante la globalizzazione e i viaggi, in Italia ci sono solo 3 casi. Tanto è vero che da noi parlare di emergenza Coronavirus non ha senso, tanto è vero che in Italia non servono mascherine o guanti.

Coronavirus, come si cura?

Il virus è ancora attorniato da mistero per quanto riguarda la cura. Un vaccino non esiste e per farne uno in genere sono necessari anni di ricerche e studi. Per questo le autorità cinesi e mondiali, più che trovare un vaccino, adeso stanno valutando il modo di curare gli infetti e di contenere la diffusione del virus.

Essendo un’infezione di origine virale, il Coronavirus non si cura con antibiotici. Agli infetti si offre una terapia che alleggerisca i disagi, come la somministrazione di antipiretici in caso di febbre alta, flebo nei casi di disidratazione e ossigeno nei casi di problemi respiratori. Stando alle voci che trapelano dalla Cina, ci sarebbero già 187 persone che dopo i contagio, sono guarite con un ricovero che è durato tra i 10 ed i 20 giorni.

Anche la mortalità del virus non deve destare allarme. Sempre in base ai dati provenienti da Wuhan, i morti sono tutti soggetti che avevano altre patologie che insieme al Coronavirus sono aumentate. Il fatto che è morto anche un giovane medico di 38 anni (quello di cui parlavamo in premessa) però, può essere un campanello di allarme a non sottovalutare il virus.