Autore: Luca D

Italia - Coronavirus

Coronavirus, l’indagine statistica dell’ISS: 90% dei casi hanno più di 50 anni

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i risultati della sua ricerca epidemiologica: il 90% dei casi ha più di 50 anni, solo il 5% ne ha meno di 30.

Durante la giornata di ieri, il presidente dell’unico partito cinese, ha informato la popolazione mondiale che l’epidemia ha subito una brusca frenata a Wuhan e nelle zone limitrofe. Molti degli ospedali costruiti per far fronte all’emergenza sono stati dismessi, il numero dei contagi non cresce da giorni, al contrario di quello dei guariti che invece è in continua ascesa.

Il tasso di diffusione del virus è minore di 1:1, cioè una persona infetta, in media, meno di una persona e quindi l’epidemia si sta restringendo. Sicuramente il motivo di questa tendenza invertita è il duro isolamento messo in atto dal governo cinese che pur di far rispettare le rigide regole di quarantena ha deciso di schierare l’esercito per le strade di Wuhan.

Mentre a Wuhan la situazione migliora, non si può dire altrettanto del nostro paese e di altri paesi europei come Francia e Spagna. L’Italia è al secondo posto mondiale, seguono Iran e Sud Corea. Il numero di contagiati su scala mondiale si sta avvicinando pericolosamente a quota 120.000.

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L’indagine statistica dell’Istituto Superiore di Sanità

L’Istituto Superiore di Sanità ha condotto un’ indagine epidemiologica sui casi registrati in Italia per capire come si muove e si diffonde questo virus ed è stato confermato che, a seconda dell’età della persona infettata, il virus può avere dei comportamenti diversi. In una conferenza stampa congiunta con la protezione civile, il presidente Silvio Brussafero, ha elencato i dati raccolti in seguito a quest’indagine.

Una percentuale tra il 5% e il 7% dei contagiati in Italia ha un’ età di 30 o meno anni. Ciò significa che il virus ha maggiori difficoltà ad attaccare individui giovani e a diffondersi all’interno di essi generando dei sintomi. D’altro canto, Silvio Brussafero, sottolinea come il comportamento dei giovani diverrà fondamentale per contenere l’emergenza. Questo 5% o 7% dovrebbe rimanere tale oppure diminuire, in caso contrario si andrebbero a generare dei casi positivi che potevano facilmente essere evitati.

Il 10% dei pazienti è asintomatico, mentre un 30% presenta sintomi lievi. Circa il 23% presenta dei sintomi severi o critici. Per il 21% dei contagiati è necessario il ricovero in ospedale, per il 12% è necessaria la terapia intensiva.

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Il 90% dei casi riguarda individui con più di 50 anni

Nel complesso, si registra un 10% nella fascia 19-50 anni, un 46% nella fascia 51-70 anni, un 44% tra gli over 70. Pochissimi casi sono stati individuati in individui con meno di 18 anni e, in tutti questi rari casi, i sintomi sono risultati essere estremamente lievi.

E’ stato inoltre confermato che il tempo di incubazione del virus può raggiungere anche i 10 o 14 giorni, ma ciò avviene molto raramente. Nella maggior parte dei casi i primi sintomi iniziano a comparire tra i 4 e i 7 giorni dall’infezione.