Autore: Luca Diamante

Silvio Berlusconi - Matteo Renzi - Italia - Coronavirus

20
Mar

Coronavirus, esercito nelle strade lombarde. Berlusconi e Renzi intervengono nel dibattito

Il Ministro dell’Interno accontenterà la richieste di Attilio Fontana. Intanto Silvio Berlusconi e Matteo Renzi intervengono nel dibattito

Nel nostro paese stiamo vivendo dei giorni fondamentali per la lotta al coronavirus. Le decisioni e i provvedimenti che verranno presi in questi giorni potrebbero rivelarsi cruciali nel tentativo di contenere la diffusione del virus. Mentre aspettiamo di raccogliere i frutti del lockdown e della quarantena iniziata una decina di giorni fa, ci prepariamo ad una nuova serie di provvedimenti che avranno come obiettivo quello di abbassare ulteriormente la curva di crescita nelle prossime settimane.

L’esercito nelle strade lombarde

Nella giornata di ieri, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana si è appellato al premier Giuseppe Conte chiedendo l’intervento dell’esercito in Lombardia e a Milano nel tentativo di far rispettare in modo rigido le regole previste negli ultimi decreti.

Attilio Fontana ha detto: «La presenza di militari ha un grande effetto dissuasivo uno magari prima di scendere in strada se vede passare una pattuglia dell’esercito ha qualche ripensamento» ed ha chiesto sostegno anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Ministro dell’Interno e la prefettura hanno impiegato 114 militari dell’Esercito di Strade Sicure nel tentativo di soddisfare le richieste del governatore lombardo che, però, non si dice soddisfatto. Secondo lui il numero è troppo basso per una regione grande e popolata come lo è la Lombardia, bisognerà impiegare almeno un migliaio di agenti.

Anche l’equipe di specialisti arrivati dalla Cina pochi giorni fa chiede delle regole più rigide, meno movimenti di persone nelle città e maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine.

Silvio Berlusconi: “Dobbiamo cooperare”

Intervengono nel dibattito anche Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Berlusconi, che nei giorni precedenti ha donato 10 milioni all’ospedale San Raffaele che li ha usati per la costruzione di un nuovo padiglione d’emergenza, si è detto disposto alla cooperazione: «Da opposizione seria, responsabile, oggi il nostro compito è cooperare. Più avanti, ad emergenza finita, discuteremo degli errori se degli errori sono stati commessi. Siamo in guerra e in questi momenti ci si stringe tutti attorno a chi governa. Ci sono stati ritardi ma non è il momento delle polemiche. Noi chiediamo misure più restrittive, soprattutto in Lombardia. Poi più sostegno all’economia che rischia di collassare. chiediamo al governo di fare di più su quel fronte»

Matteo Renzi teme la riduzione degli orari d’apertura dei supermercati

Matteo Renzi spaventato dalla riduzione degli orari di apertura delle attività Il leader del nuovo partito Italia Viva non è d’accordo con alcuni provvedimenti che il governo ha anticipato. Gli orari d’apertura dei supermercati e delle altre poche attività rimaste ancora aperte verranno modificati. Probabile che si obblighino tutte le attività a chiudere entro le 18 e a non aprire durante il weekend. Con questi provvedimenti non è d’accordo Matteo Renzi che invita a riflettere sul fatto che orari più stretti significhino più code, calca e contagi e che quindi si rischierebbe di peggiorare un problema nel tentativo di risolverlo.