Autore: Luca D

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Coronavirus, Trump accusa l’OMS di diffondere dati falsi

Trump incolpa l’OMS di diffondere dati falsi ed intanto pensa a come aiutare i milioni di americani non coperti a sufficienza dalle assicurazioni

Il coronavirus covid 19 sta iniziando a diffondersi anche negli Stati Uniti che ad oggi contano 11 morti. Mentre diversi stati hanno dichiarato l’emergenza, primo su tutti il famoso e ricco stato della California, Donald Trump, presidente degli USA, ha trovato il tempo di litigare con l’organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Il pensiero di Donald Trump

Secondo Donald Trump, l’OMS starebbe sopravvalutando il problema. Alla base di questo pensiero c’è il fatto che, secondo gli ultimi studi, un terzo o la metà dei contagiati potrebbero essere asintomatici. Di conseguenza il numero degli infettati totali sarebbe di gran lunga superiore a quelli presi in considerazione fino ad ora. Ad oggi, Italia esclusa, i tamponi sono stati eseguiti solo su persone con sintomi e quindi il numero dei contagiati non considererebbe quelli contagiati ma senza sintomi.

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Così facendo, il numero totale degli infetti sarebbe molto alto e di conseguenza il tasso di mortalità sarebbe più basso. Essendo una percentuale, il tasso di mortalità si calcola facendo: numero dei morti / numero dei contagiati. Se il numero dei contagiati aumenta, il tasso di mortalità diminuisce. Questo ha portato Trump a dichiarare che i dati diffusi dall’OMS dovrebbero essere rivisti.

L’OMS ha calcolato che il tasso di mortalità è del 3,4% ma, secondo il ragionamento di Donald Trump, dovrebbe essere più basso. Diversi specialisti, sia medici che statistici, hanno già confermato che Trump, almeno questa volta, potrebbe avere ragione. Donald Trump ha inoltre cercato di incoraggiare la popolazione americana sottolineando che una buona parte dei pazienti con sintomi guariscono relativamente in fretta e non accusano complicazioni particolari.

Il problema delle assicurazioni sanitarie

L’aspetto più preoccupante di tutti è che, negli Stati Uniti, se non si ha a disposizione un’assicurazione sanitaria il sistema non prevede degli aiuti. Molto spesso inoltre l’assicurazione copre solo una parte delle spese mediche. Se il virus dovesse diffondersi negli Stati Uniti, il sistema sanitario potrebbe presto entrare in crisi e molte persone non potrebbero ricevere assistenza.

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Si calcola che circa l’8,5% degli americani, cioè circa 27,5 milioni, sia completamente sprovvisto dell’assicurazione medica. Secondo alcune indiscrezioni ancora non confermate da Donald Trump, la Casa Bianca starebbe pensando di devolvere i fondi di un programma nazionale per i disastri naturali per pagare ospedali, medici e test anche a chi non è in possesso di una assicurazione sanitaria.

Il punto di vista dell’OMS

Dal suo punto di vista, l’OMS continua ad allertare tutto il mondo e punta il dito contro gli Stati Uniti e contro altri stati colpevoli di non considerare il problema in maniera sufficientemente seria. L’organizzazione mondiale della sanità è anche preoccupata da alcuni governi o persone che si sono già arrese al virus e pensano che non si possa fare nulla per arginare la sua diffusione.

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