Coprifuoco alle 23.00? Ecco come potrebbero andare le cose

Metà mese potrebbe diventare una tappa cruciale ai fini di un possibile allentamento della misura

Coprifuoco alle 23.00 (c’è chi addirittura ipotizza alle 24.00) e poi abolizione. È più o meno questo il processo graduale che il governo si auspica di mettere in atto in merito al divieto di circolare dalle 22 alle 5 senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Il mese di maggio potrebbe avere diverse tappe cruciali quantomeno ai fini dell’allentamento della misura notturna, a patto che ovviamente la situazione epidemiologica in atto continui a regalare i segnali incoraggianti avuti nelle ultime settimane.

Coprifuoco alle 22.00, non ideale per le attività riaperte in zona gialla

Per capire quella che è la situazione occorre partire dai dati di fatto. Dal 26 aprile c’è un nuovo decreto che, soprattutto in zona gialla, ha previsto una serie di riaperture. Ci sono, in particolare, ripartenze di attività come ristoranti, pub, pizzerie, ma anche cinema e teatri, che mal paiono conciliarsi con l’obbligo di essere a casa alle 22.00. Una linea che sarebbe condivisa anche dalle Regioni e da Forza Italia.

Al momento, però, anche una sola ora di differenza viene considerata un rischio. Il divieto di circolazione viene ritenuto uno strumento necessario a limitare la mobilità, da sempre catalogata come un alleato della diffusione del virus, e verosimilmente anche a scongiurare ipotetici assembramenti post-cena nei luoghi più frequentati.

La quesitone è diventata anche politica

Il tema coprifuoco è diventato quasi politico. Il divieto è stato contestato da partiti all’opposizione come Fratelli d’Italia, ma anche da chi è al governo come la Lega. Il leader del Carroccio Matteo Salvini ha lanciato persino una petizione on line per dire no. Le cronache politiche raccontano, inoltre, di come Italia Viva fosse per un inizio alle 23 per agevolare le attività imprenditoriali penalizzate dalla cosa, così come Forza Italia.

Coprifuoco fino a quando? A maggio potrebbero esserci di cambiamenti

Ma cosa accadrà da adesso in avanti ed in particolare a maggio? Il principio della strategia del governo presieduto da Mario Draghi è quello di basarsi sui dati. Non trova, inoltre, alcun riscontro l’ipotesi che il divieto di circolazione notturno possa essere protratto fino al 31 luglio. Da diverse voci, anche ufficiali e vicine all’esecutivo, è arrivato l’orientamento secondo entro poche settimane ci sarà un check rispetto alla possibilità di quantomeno posticipare l’inizio del coprifuoco.

Coprifuoco alle 23: le possibili tappe

In un’ipotetica marcia di avvicinamento al momento in cui il coprifuoco arriverà a subire delle modifiche per effetto di un auspicabile miglioramento della situazione epidemiologica, anche per effetto della progressione della campagna vaccinale, la prima metà di maggio dovrebbe rappresentare una fase di stasi.

Tuttavia, attorno a metà mese potrebbe esserci una prima svolta. Dovrebbero, infatti, diventare significative due date:

  • 14 maggio
  • 17 maggio

La prima corrisponde ad un venerdì. Il tradizionale giorno in cui il Ministero della Salute, sulla base della valutazione dei dati, emana le sue ordinanze relative ai colori delle singole regioni. L’attività di monitoraggio per il 14 maggio potrebbe, dunque, diventare una sorta di spartiacque.

Qualora la situazione epidemiologica dovesse risultare al livello di miglioramento previsto, si potrebbe assistere alla riduzione del coprifuoco. Dal lunedì successivo, cioè il 17 maggio, potrebbe essere posticipato. Da valutare se alle 23 o alle 24.

Il 14 maggio saranno passati diciotto giorni dal momento in cui sarà entrato in vigore il nuovo decreto. Abbastanza per valutare gli effetti degli allentamenti e delle riaperture, quanto sarà progredita la campagna vaccinale e quanto si sarà abbassata la pressione determinata dai malati Covid sul servizio sanitario nazionale.

L’auspicio è che, ovviamente, l’andamento delle cose possa rendere plausibile quantomeno una riduzione del coprifuoco.