Colori delle regioni: cosa cambia da lunedì 26 aprile

15 regioni in zona gialla con quasi 50 milioni di italiani che potranno tornare al ristorante, ma non solo. Ci sono diverse novità come, ad esempio, sugli spostamenti

Lunedì 26 aprile sarà il giorno in cui entrerà in vigore il nuovo decreto. Sarà un giorno in cui si assisterà all’inizio di un processo di aperture graduali. Lunedì è, però, anche la data in cui si avrà, in qualche caso, una variazione del colore delle regioni. Per capire cosa cambia a partire dal 26 aprile, per effetto del nuovo decreto del governo Draghi, è bene chiarire alcuni punti.

Colori regioni dal 26 aprile

Il primo dato da puntualizzare è che la riaperture previste restano sempre basate su quella che è la situazione epidemiologica di ciascun territorio. Il nuovo decreto mantiene, infatti, la divisione del territorio in base al livello di rischio.

Si avrà perciò, a seconda del contesto regionale, la zona gialla, la zona arancione e la zona rossa. In base a quello che nelle ultime settimane è stato un trend favorevole in buona parte del Paese si potrà comunque avere una prevalenza di regioni gialle.

Il monitoraggio della Cabina di regia e le conseguenti ordinanze del Ministero della Salute determineranno un’Italia così divisa:

  • Zona gialla per 15 regioni: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia , Molise, Marche, Piemonte, Bolzano, Trento, Toscana, Umbria e Veneto
  • 5 regioni in zona arancione: Puglia, Valle d’Aosta, Basilicata, Calabria e Sicilia
  • 1 regione in zona rossa: la Sardegna

Spostamenti dal 26 aprile: le novità

Un quadro da cui si evince che circa 50 milioni di italiani si troveranno in zona gialla. Quella zona gialla che, di fatto, rappresenta il grande cambiamento portato dal nuovo decreto. Si ricorderà, infatti, come prima di Pasqua si scelse di sospendere quel livello di rischio sulla base della necessità di contenere l’epidemia e il possibile effetto delle varianti. Adesso sarà riproposta.

La prima grande novità, come è noto, riguarda gli spostamenti. La zona gialla, già prima e salvo ordinanze più restrittive a livello territoriale (ad esempio comunale), consente la libera circolazione sul territorio regionale. Ma non è tutto. Si torna, infatti, all’antico tornando a consentire gli spostamenti tra una regione gialla e l’altra.

Spostamenti tra regioni non gialle: dal 26 aprile autocertificazione o pass

Qualora, invece, gli spostamenti dovessero coinvolgere come arrivo o partenza, o entrambe le cose, una zona arancione o rossa sarà necessario ancora affidarsi all’autocertificazione per documentare gli effettivi motivi di lavoro, salute o necessità per i quali è prevista la facoltà di spostamento.

L’alternativa, però, c’è ed è il così detto «green pass». In sostanza e senza scendere nei dettagli dà facoltà di movimento a chi certifica di essere stato vaccinato, di avere avuto il Covid o di essere stato sottoposto a tampone negativo entro le 48 ore precedenti la partenza. Si tratta tra l’altro di un sistema che entro pochi mesi dovrebbe integrarsi in un’organizzazione più ampia della cosa fino a garantire la libera circolazione all’interno dei paesi dell’Unione Europea.

Coprifuoco alle 22 dal 26 aprile, ma si attendono evoluzioni

Non cambia, invece nulla ed anche in zona gialla, sul fronte coprifuoco. Resta alle 22, ma secondo quelle che sono le notizie circolanti il miglioramento della situazione epidemiologica, anche per effetto della progressione della campagna vaccinale, potrebbe portare entro poche settimane ad un proroga dell’orario e successivamente ad un’abolizione.

Niente da fare, invece, al momento per una proroga già dal 26 aprile. Il tutto nonostante a partire da quella data bar e ristoranti potranno tornare ad operare anche alla sera con il servizio in loco, in zona gialla. La riapertura è, tuttavia, subordinata alla possibilità di predisporre dei tavoli all’aperto.

Riaperture a partire dal 26 aprile, si può giocare a calcetto

Bisognerà, invece, aspettare l’1 giugno affinché la ristorazione torni ad operare in loco negli spazi interni. Anche in questo caso è noto che, da parte del governo, si potrebbe scegliere di anticipare alcune scadenze, qualora la situazione a livello epidemiologico dovesse regalare scenari incoraggianti. Ma questa è al momento solo un’ipotesi rispetto a ciò che potrebbe accadere.

Sempre dal 26 aprile sarà possibile tornare, ad esempio, a svolgere sport di contatto in forma amatoriale, come il calcetto tra amici. Sarà, però, necessario non utilizzare gli spogliatoi e naturalmente essere in zona gialla.

Sempre dal 26 aprile e in zona gialla riaprono i teatri, i cinema e tutte quelle realtà che possono proporre spettacoli con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. La capienza consentita deve essere di almeno un metro tra spettatori non conviventi. Sempre la capienza non dovrà superare il 50% e ci potranno essere al massimo 500 persone per gli spettacoli al chiuso e 1000 all’aperto.

Per il pubblico negli stadi e per gli eventi sportivi bisognerà, invece, aspettare l’1 giugno sempre con il limite dei 1000 spettatori all’aperto e dei 500 al chiuso. Le piscine riapriranno il 15 maggio, le palestre dall’1 giugno sempre in zona gialla. Dal 15 giugno nuovo via alle fiere, dall’1 luglio invece consentiti congressi e convegni.

Ogni attività o settore citato avrà una ripartenza sempre contraddistinta dalla necessità di rispettare quelli che sono i protocolli anti-Covid previsti per limitare i rischi.

Tutti gli scenari citati restano subordinati alla possibilità di nuovi interventi da parte del governo, qualora la situazione epidemiologica dovesse migliorare e consentire ulteriori allentamenti.