Autore: Leonardo Gaspa

Eventi - Chiara Ferragni

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Dic

Chi è il Codacons e perché critica Chiara Ferragni

Il Codacons si scaglia contro Chiara Ferragni per la sua ipotetica partecipazione al festival di Sanremo 2020. Ma chi è il Codacons e perché critica Ferragni?

Il Codacons boccia la possibile partecipazione a Sanremo 2020 di Chiara Ferragni, senza se e senza ma. Si tratta di una scelta secca, che ha provocato l’immediata risposta dell’influencer, viste le pesanti critiche a lei rivolte. Ma chi è il Codacons e perché critica Chiara Ferragni?

Codacons: che cos’è e di cosa si occupa

«Codacons» è una sigla che sta per il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti, si tratta di un’organizzazione senza scopi di lucro che si occupa della difesa dei consumatori. Numerose sono le iniziative promosse dal gruppo, tra cui la tutela dei diritti dei lavoratori, degli studenti, e degli utenti «offesi», a cui spetta un risarcimento. Oltre a questo il Codacons si occupa anche di monitorare i media e i prodotti culturali offerti, sia in forma online che nelle forme più tradizionali, come la TV e la radio.

L’organizzazione ha più volte criticato personaggi pubblici per il loro comportamento considerato errato. Discussa è in particolare il discorso di Luca Marinelli al festival di Venezia riguardo i migranti a cui il Codacons si è vigorosamente opposto.

In prossimità di Sanremo sono spuntai diversi nomi per le papabili vallette del festival e Chiara Ferragni rientra nelle lista. Ai primi rumors di coinvolgimento dell’influencer il Codacons ha fatto sapere tramite un comunicato stampa di essere intenzionato a denunciare la Rai, in caso la Ferragni si trovasse sul palco dell’Ariston.

Cordacon vs Ferragni: i motivi delle critiche

La Cordacon non ha mai nascosto il disprezzo nei confronti dell’influencer: sin dall’uscita del film Unposted, giudicato “uno pseudo documentario infarcito di pubblicità” sino alle critiche per il compleanno di Fedez, festeggiato in un supermercato.

Il giudizio complessivo che emerge si trova nel controverso comunicato stampa, dove la Ferragni è stata definita come un modello diseducativo, sostenendo come sia stata oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network, con particolare riferimento all’utilizzo del proprio figlio minorenne, uno sfruttamento a scopi commerciali per promuovere marchi e prodotti vari, in totale violazione delle norme vigenti che tutelano i minori e la loro privacy.

La risposta di Chiara Ferragni

La Ferragni ha smentito ogni accusa; riguardo alla questione dello sfruttamento della propria immagine ha ricordato di essere di essere stata una delle prime personalità ad aver aderito allo IAP - Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria, per contribuire alla regolamentazione della pubblicità sui social.

"Sono rammaricata di come una associazione che tanto ha fatto e tanto fa ogni giorno per noi consumatori non abbia mai cercato un confronto con me e le mie società per delineare nuove regole a tutela del consumo, ma abbia invece scelto la via dei comunicati ostili e infruttuosi. Spero che il Codacons continui a lavorare per tutelare i consumatori. Io sono pronta a dare la mia disponibilità”. Ha così concluso l’imprenditrice digitale.