Autore: Luca D

Coronavirus

Biofisico vincitore Premio Nobel: «Sconfiggeremo il virus prima del previsto»

Michael Levitt è un biofisico originario degli Stati Uniti d’America che ha vinto il Nobel nel 2013

I numeri e le statistiche fino ad ora non sono stati dalla nostra parte, ma qualcosa potrebbe cambiare già in questi giorni. I contagi dilagano in tutto il mondo, soprattutto in stati in cui l’emergenza è stata sottovalutata, come successo anche in Italia. Gli Stati Uniti hanno raggiunto i 35.000 contagi in tempi record, discorso simile per la Spagna che si ritrova a quasi 30.000 contagi e ad un’emergenza di difficile gestione, soprattutto nella zona di Madrid. In Italia, però, il numero dei contagi della giornata di ieri ha mostrato un’inversione di tendenza che, speriamo, sarà confermata nella serata di oggi e nei prossimi giorni.

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Biofisico vincitore del premio Nobel diffonde ottimismo

Michael Levitt è un biofisico originario degli Stati Uniti d’America che ha vinto il Nobel nel 2013 per lo ”sviluppo di modelli multiscala per sistemi chimici complessi”. Dall’alto dei suoi studi e delle sue ricerche, Levitt, è stato in grado di prevedere l’evoluzione dell’epidemia sul territorio cinese. Nelle settimane e nei mesi scorsi, il biofisico, è stato in grado, grazie a modelli epidemiologici e matematici, di individuare correttamente il periodo in cui in Cina c’è stato il picco, il tasso con cui i contagi sono diminuiti ed altri dati relativi all’infezione Covid 19. Aveva previsto che entro fine marzo la Cina avrebbe raggiunto i zero contagi e che il numero totale degli infetti non avrebbe superato quota 80.000 / 100.000. Proprio in questi giorni i contagi in Cina si sono azzerati e il numero totale si è, stabilizzato sugli 80.000.

Alla luce di questi dati e dei riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera dovremmo dare credito alle sue parole e alle sue previsioni che, lo ripetiamo, sono frutto di previsioni epidemiologiche e matematiche, non di certo della sua fantasia. Secondo l’esperto i tempi richiesti per sconfiggere il nuovo coronavirus sarebbero lievemente inferiori rispetto a quelli calcolati all’inizio. In Cina infatti si è raggiunto l’obiettivo zero contagi con circa 2 settimane - 10 giorni di anticipo rispetto ai calcoli. Inoltre, sempre secondo i suoi studi, l’epidemia in Italia si sarebbe dovuta diffondere più velocemente ed il picco sarebbe dovuto arrivare ad inizio Aprile, mentre si spera di averlo raggiunto proprio in questi giorni.

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Perché in Italia il virus si è diffuso così velocemente?

Nella sua pubblicazione, lo scienziato, analizza la situazione in Italia dicendo che il virus ha avuto questo impatto devastante per pochi motivi: l’età media del popolo italiano è molto alta soprattutto se confrontata con quella del popolo cinese, l’Italia è una nazione molto sociale in cui c’è un notevole contatto fisico che ha facilitato la veicolazione del virus ed il fatto che i primi casi di coronavirus sono stati probabilmente confusi con normali casi d’influenza stagionale e ciò avrebbe ritardato la risposta dell’intero paese.