Autore: Leonardo Gaspa

Attentato - Regno Unito

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Dic

Attentato Londra 2019: cosa è successo e chi è il colpevole

A Londra è avvenuto un nuovo attentato sul London Bridge. Diverse testimonianze hanno reso chiaro cosa è successo e chi è il colpevole del delitto. Ecco ciò che sappiamo.

Londra è nuovamente sul mirino dei jihadisti. Si è infatti verificato un nuovo attentato terroristico ai danni di alcuni civili. Grazie ad alcuni video girati da testimoni oculari è diventato chiaro cosa è successo ed è stato facilmente possibile comprendere chi è il colpevole della vicenda.

Cosa è successo

Siamo sul London Bridge è il 26 novembre. Durante un’ordinario pomeriggio un jihadista colpisce a coltellate alcuni passanti, provocando la morte di due individui. Dopo alcuni premilinari scontri tra l’aggressore e i civili arrivano le forze dell’ordine che freddano l’assassino con alcuni colpi. Delle due vittime per ora è stato identificato solo un uomo, ex studente dell’Università di Cambridge, mentre il nome della seconda vittima, una donna, non è stato ancora dichiarato. Il bilancio dei feriti sale invece a tre, attualmente in condizioni critiche.

Chi è il colpevole dell’attentato

Scotland Yard ha definito l’omicidio un grave atto di terrorismo confermando l’identikit dell’assassino: si tratta di Usman Khan, un uomo di 36 anni di origini pakistane, un ex carcerato, recluso per aver ordito nel 2012 insieme ad ad un gruppo fondamentalista, un attacco alla sede della Borsa di Londra. L’organizzazione pensava di colpire la struttura posizionando degli ordigni esplosivi nei bagni della sede, oppure utilizzando delle lettere bomba. Diverse prove sono state trovate contro questa particella, come il possesso della rivista “Inspire”, un magazine prodotto da Al Qheida. Inoltre, nel 2013 è stato affermato come Khan fosse uno dei tre uomini recatosi a Stoke, in Pakistan, per realizzare un campo di addestramento fondamentalista.

Condannato a 16 anni Khan viene rilasciato a solo 7 anni dalla sua condanna, quando nel 2018 gli viene concessa la libertà condizionata, a patto indossasse un braccialetto di sorveglianza. Poche ore prima dell’attacco l’aggressore aveva partecipato a una conferenza sulla riabilitazione dei carcerati, all’Università di Cambridge, nella Fidhmongers Hall, dove aveva minacciato di far saltare in aria l’intero edificio. L’uomo indossava infatti un finto giubbotto esplosivo, forse utilizzato per creare panico all’interno del suolo pubblico.

Le polemiche sull’attentato di Londra

Chris Philipsa, ex capo dell’antiterrorismo, ha incolpato il sistema giudiziario inglese di “giocare alla roulette russa” con la vita dei civili, per aver messo in libertà un uomo dal così pericoloso profilo. Critiche simili sono state formulate dal fatto che Londra e in generale l’Inghilterra, sono spesso nel mirino dei fondamentalisti. L’attacco si inserisce in una serie di eventi simili: solo nel 2017 a Londra, nello stesso luogo, (il London Bridge), erano state uccise 6 persone, investite da due jihadisti, a bordo di un furgoncino.