Zingaretti fa nera Virginia Raggi: il botta e risposta sull’emergenza rifiuti a Roma

Zingaretti fa nera Virginia Raggi: il botta e risposta sull'emergenza rifiuti a Roma

Virginia Raggi continua a negare l’emergenza che Roma vive in queste settimane per i rifiuti. Ma Nicola Zingaretti non ci sta e dopo le accuse della sindaca risponde a tono su Facebook.

Virginia Raggi si trova al momento in un periodo di vera e propria crisi, con l’emergenza rifiuti nella Capitale, i Municipi in rivolta e i lavoratori Tpl sul piede di guerra. Non era di certo questo il momento di farsi nuovi nemici e soprattutto di far ricadere la responsabilità dell situazione su Nicola Zingaretti.

La sindaca aveva incolpato la Regione Lazio e quindi l’amministrazione di Nicola Zingaretti per la situazione di degrado della Capitale. Ma il Presidente della Regione non è rimasto con le mani in mano e dalla pagina Facebook ufficiale ha subito risposto con un post a tono.
I problemi di Roma sono infatti da tempo alla luce del sole e nelle ultime settimane a preoccupare è soprattutto l’emergenza rifiuti, per la quale il Comune non sembra avere un piano.

Virginia Raggi inoltre continua a negare che nella Capitale al momento sia in atto un’emergenza rifiuti, ma i cittadini non ci stanno e cominciano così a postare foto di cassonetti pieni e topi che si aggirano intorno ai sacchetti. I sostenitori del Movimento 5 Stelle continuano a scrivere che la questione è solo una montatura, ma sono ben pochi ormai i fan della sindaca.

Ecco cosa succede a Roma e quali sono i motivi di attrito tra la Raggi e Nicola Zingaretti che, nelle ultime ore, hanno portato al botta e risposta su Facebook. Una situazione che se verrà gestita in modo non idoneo potrebbe portare serie conseguenze per i cittadini e la loro salute.

Nicola Zingaretti risponde alle accuse di Virginia Raggi su Facebook

La sindaca di Roma continua ad affermare che l’emergenza rifiuti non c’è nella Capitale e che la responsabilità è della Regione Lazio, che non ha un’impiantistica adatta. Pubblica così un post annunciano che martedì 9 maggio alle ore 23:30 sarà presente alla trasmissione Porta a Porta per mostrare le problematiche della città che amministra.

Inizia così la solita strategia, che da anni vige nella Capitale e cara a tutte le amministrazioni: lo scarica barile.
Ma questa volta il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non ci sta e condivide subito sulla sua pagina ufficiale due post di spiegazione:

Il Presidente della Regione spiega con chiarezza ai suoi elettori quali sono le competenze della Regione e quali invece quelle del Comune. La risposta di Virginia Raggi al post non arriva e nella serata del 9 maggio la troviamo a Porta a Porta.
In questa sede riprende la parola e afferma:

Il sito di Rocca Cencia, non so se l’assessore Buschini lo ha visitato, è molto vicino alle case, ha già un impianto Tmb, è già un sito che lavora rifiuti e produce odori estremamente sgradevoli per la popolazione. Noi abbiamo detto che l’impianto per l’umido non lo faremo là.
Noi abbiamo scelto tre siti per aumentare la capacità di 120mila tonnellate, il luogo non è importante, non lo dico stasera ma la Regione li conosce [...] Abbiamo già parlato con la Regione e inserito i tre siti nel piano rifiuti, ma dalla Regione ci dicono che preferiscono Rocca Cencia

Ma non solo il Presidente della Regione Lazio risponde alla sindaca, ma sono molti i cittadini che cominciano a postare foto dei cassonetti sotto le proprie abitazioni. Il post di Virginia Raggi diventa così un album degli orrori, con gli utenti inferociti che mostrano il degrado della Capitale.

Prima della trasmissione di Rai 1 inoltre Zingaretti aveva postato un nuovo status sulla sua pagina ufficiale, mettendo in chiaro come la Regione fosse pronta a collaborare e non vi fosse alcun tipo di restrizione da parte sua o del suo staff.

La questione non viene però citata nel programma di Bruno Vespa, che in molti casi ha minimizzato il problema rifiuti nella Capitale.

Un botta e risposta quello tra Virginia Raggi e Nicola Zingaretti che potrebbe essere solo all’inizio, ma del quale sono i cittadini romani a farne le conseguenze se la città non verrà ripulita al più presto.