Autore: B.A

Coronavirus

16
Giu 2020

Zangrillo:"il Virus non ci deve fare e non ci farà più paura"

Secondo il Direttore del San Raffaele la situazione potrebbe essere meno grave di quel che si dice.

Probabilmente tra medici, virologi, infettivologi ed esperti è il personaggio più discusso del momento. Parliamo di Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano. Il suo nome oggi è contornato da polemiche e discussioni per via di alcune sue dichiarazioni relative allo stadio attuale del coronavirus in Italia.

Zangrillo da giorni asserisce che il Covid-19 in Italia, pur se ancora presente, fa meno paura di prima. Parole che il Direttore del San Raffaele rimpingua sottolineando come sia estremamente sbagliato incutere terrore nei cittadini, parlando di seconda ondata come assai probabile.

Secondo Zangrillo il virus è meno potente di prima e quindi si può guardare al futuro con ottimismo, anche perché adesso la sanità italiana è maggiormente pronta per contrastare eventuali ritorni di fiamma del coronavirus. Parole del direttore che ha ribadito anche durante la sua comparsata in Tv di domenica scorsa su La7, durante la trasmissione di Glietti, “Non è l’arena”.

Zangrillo: «Il virus non ci fa e non ci farà più paura»

C’è chi lo accusa di essere un minimizzatore, di dire cose che possono essere potenzialmente pericolose sottostimando il coronavirus, ma Zangrillo anche da Giletti ha continuato secondo il suo credo e la sua linea. “Il virus non ci fa e non ci farà più paura", queste le parole del direttore del San Raffaele.

“Probabilmente c’è stata una prima fase in cui i decessi erano sottostimati, adesso siamo in una fase in cui forse sono sovrastimati", così Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, a “Non è l’arena", ha riaperto la discussione sul fatto che potrebbero esserci dubbi riguardo ai reali numeri del coronavirus, soprattutto quello sui decessi .

Infatti Zangrillo ha dichiarato testualmente che: “Quando una persona entra in ospedale con un infarto del miocardio, si fa un test per capire se sia o meno positivo al Covid, ma nel frattempo la situazione clinica precipita, entra in sala chirurgica ma non ce la fa, purtroppo dopo due giorni muore. Questa persona viene comunicata alla Protezione civile come caso Covid, ma questa persona aveva il Covid ma è morta di tutt’altro". In pratica, come riporta la nota agenzia di stampa Adnkronos riguardo, alle parole di Zangrillo, ci potrebbero essere dei dubbi che davvero i deceduti Covid siano davvero morti a causa del virus.

Gli ospedali sono pronti adesso

“Ora questa malattia dal punto di vista clinico non ci fa più paura e non ci farà più paura soprattutto", ha sottolineato Zangrillo parlando del coronavirus e giustificando la sua tesi con il fatto che adesso gli ospedali sono meglio attrezzati sul virus e gli operatori hanno una maggiore conoscenza del Covid-19.

«Con questo io non voglio minimizzare, il virus esiste ma è a livello subclinico. Gli italiani devono essere fiduciosi perché non siamo stati con le mani in mano, noi ora sappiamo come curare più tempestivamente e meglio i malati», così Zangrillo che poi ha continuato la sua narrazione criticando il terrore sulla seconda ondata che molti riversano sulla gente.

"Non è giusto dire agli italiani, attenzione, arriverà la seconda ondata, si salvi chi può, perché bisogna vedere innanzitutto se arriva, e poi perché li sappiamo curare i malati”, così ha tranquillizzato tutti il Direttore Zangrillo.