Via le mascherine in classe con tutti vaccinati? Brusaferro spiega perché è ancora presto

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha rilasciato un’intervista a La Stampa, toccando vari temi importanti tra cui quello relativo alla scuola

Mantenere il più possibile la didattica in presenza. È questo l’obiettivo che accompagna la ripresa delle scuole, come ogni anno fissato per settembre, nella nuova fase di convivenza con il virus.

L’azione dei vaccini a livello epidemiologico sta rendendo il quadro meno preoccupante a livello di carico sulle strutture ospedaliere , nonostante l’azione della variante Delta. Tuttavia, in ambiti come la scuola la prudenza deve essere ancora massima. A spiegare il perché è stato il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo ha fatto nell’ambito di un’intervista rilasciata a La Stampa del 19 settembre.

Inizio scuola e vaccinazione, non poter ancora vaccinare gli under 12 è un punto debole

Uno dei punti che impone un particolare occhio di riguardo alla scuola c’è proprio l’attuale situazione legata alla possibilità di vaccinare solo una parte di chi è in età scolastica. «È incoraggiante - ha spiegato Brusaferro - l’adesione molto positiva dei giovani alla campagna vaccinale. Sotto i 12 anni, però, almeno per questa prima parte dell’anno scolastico, non ci si può ancora vaccinare e questo rappresenta un punto debole».

L’inizio delle scuole in Italia arriva qualche tempo dopo l’avvio delle lezioni in altri paesi. Questo, in un certo senso, permette di vedere con anticipo ciò che potrebbe veriifcarsi. «Abbiamo visto - ha ammesso Brusaferro - che in altri Paesi, dove la scuola è cominciata alcune settimane fa, la circolazione del virus è aumentata, quindi non possiamo escludere infezioni e focolai tra gli studenti».

Covid e scuola, le fasi «pre» e «post» lezioni più a rischio

Proprio queste evidenze, come evidenziato dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità impongono la necessità di gestire al meglio tutte le fasi temporali che si annidano attorno a quelle di permanenza in classe. Non a caso lo stesso Brusaferro ha posto l’accento sul fatto che «il pre» ed il «post» siano più pericolosi dello stare in classe “dove si sta seduti al proprio posto”.

In relazione alla permanenza in aula, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha ricordato come il «metro di distanziamento» resti fondamentale e prioritario. Rispetto a circostanze in cui mantenerlo non può essere possibile, «magari - ha dichiarato - scalare un po’, indossando sempre la mascherina chirurgica, per consentire a tutti di seguire le lezioni in presenza».

Via le mascherine in classi con tutti vaccinati? Perché è ancora presto

Si è ipotizzato che in futuro si potranno avere classi senza l’obbligo di utilizzo mascherine, nel caso in cui tutti i frequentanti siano vaccinati. Tuttavia, più che di una prospettiva immediata , stando alle parole di Brusaferro, è lecito immaginare questa ipotesi come un traguardo da raggiungere.

«Quello - ha spiegato - è lo scenario di arrivo. Con un numero sempre più alto di persone immunizzate, si cercherà di ridurre le misure di sicurezza e le “barriere”. Oggi non siamo ancora in questa condizione: l’orizzonte di riferimento è una situazione di controllo del virus, con il quale dobbiamo imparare a convivere».