Varianti Covid, Pregliasco: «Virus cercherà continuamente di trovare soggetti suscettibili»

Varianti Covid, Pregliasco: «Virus cercherà continuamente di trovare soggetti suscettibili»

Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, ha chiarito la questione varianti nel corso della sua partecipazione alla trasmissione Omnibus di La 7.

Le varianti del covid sono un grande tema che, da ormai qualche mese, sta animando il dibattito scientifico e politico. Le mutazioni del virus sono avvenute e lo scenario non era affatto inatteso. A parlarne è stato il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, ospite della trasmissione Omnibus di La 7, sottolineando la necessità del monitoraggio.

Varianti Covid, la spiegazione di Pregliasco

L’Italia nelle ultime settimane ha scelto di sospendere le zone gialle. Il possibile effetto di varianti più contagiose come quella inglese ha generato la necessità di mettere in campo restrizioni che fossero adeguate ad un ceppo che avrebbe richiesto una maggiore strategia restrittiva.

Rispetto alle varianti, però, la scienza non si sorprende. «Il guaio - ha evidenziato il professor Pregliasco - è che le varianti sono un fatto assolutamente normale in particolare per virus a Rna come gli orthomixovirus, che è il virus dell’influenza, e come il coronavirus. Sono un fatto con cui dovremo fare i conti, perché nel momento in cui ci sarà un’ampia vaccinazione il virus cercherà continuamente di trovare soggetti suscettibili e selezionerà varianti».

Il vaccino resta la più efficace delle armi per tutelare la salute del singolo, ma anche quella collettiva. «Questo virus - ha precisato il virologo - ci rimarrà in mezzo alle scatole, sarà la capacità della vaccinazione di tenere bassa il numero di casi e quindi permetterci di convivere molto meglio con il virus e riaprire le aziende».

«Esistono 12.000 - ha aggiunto il virologo - variazioni sul tema in tutte le sequenze genomiche messe negli archivi informatici riguardanti il coronavirus. 120-130 circa varianti interessanti e caratterizzate, però 3 o 4 quelle che hanno caratteristiche poco piacevoli. Davvero fondamentale studiarle, nel senso di monitorarle».

Coronavirus, Pregliasco spiega l’importanza del monitoraggio

Proprio il monitoraggio, su cui paesi come l’Inghilterra erano partiti con una marcia in più, sarà un tema su cui puntare per avere un quadro migliore di quella che sarà la situazione del prossimo futuro.

«Tutto questo - ha chiosato il virologo - ci servirà per aggiungere dati e precisione ai dati rispetto a quelle prospettive che dobbiamo avere rispetto alle attese e alla sofferenza. Perché davvero in questo momento i politici sono su una graticola pazzesca, finirà comunque male una guerra. Perché siamo in una guerra dove gli aspetti anche riguardanti la vaccinazione e la gestione del dato epidemiologico è molto fluida e deve essere continua, con delle problematiche».

Parole quella del professor Pregliasco che, in qualche maniera, convergono con quelle provenienti da altri scienziati. Il pensiero comune è ormai che per uscire da questo tunnel in cui il mondo si trova sono due strade: la vaccinazione e un sistema di monitoraggio delle varianti.