Varianti Covid, Moderna lavora a «vaccini di nuova generazione»

Varianti Covid, Moderna lavora a «vaccini di nuova generazione»

Ne ha parlato in un’intervista a Repubblica Dan Staner, vicepresidente e responsabile per l’area Europa, Medio Oriente e Africa dell’azienda americana.

La possibile emersione di nuove varianti in grado di sfuggire al vaccino è una delle incognite che pesano sul futuro del mondo nella lotta contro il coronavirus. Prima, però, di pensare al peggio è opportuno puntualizzare due cose:

  • L’attuale campagna di immunizzazione, nel momento in cui si raggiungerà un adeguato livello di progressione soprattutto nelle categorie più fragili, traghetterà verso una fase in cui la convivenza sarà meno drammatica con meno ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e morti e si potrà ritrovare anche in tempi relativamente brevi una quotidianità vicina alla normalità
  • Varianti particolarmente diffuse come quelle inglese paiono non sfuggire al vaccino, ma in ogni caso la scienza è già al lavoro per fornire risposte adeguate a qualsiasi evenienza.

Vaccino Covid e varianti: un tema discusso

Basti, ad esempio, pensare al fatto che i nuovi vaccini a mRna hanno la caratteristica di poter essere tarati in breve tempo per fronteggiare in maniera ottimale tutti i rischi derivanti da possibili nuove varianti.

In fondo non è un mistero che, almeno per qualche tempo, potrebbe diventare reale la necessità di fare dei richiami, trattandosi di una prospettiva di cui tanti esperti hanno già parlato. Nulla di nuovo, tenuto conto che lo stesso si verifica per il virus dell’influenza. Risulta, in tal senso, molto interessante l’intervista rilasciata da Dan Staner a Repubblica (Edizione del 10 aprile 2021).

A parlare è il vicepresidente di Moderna e responsabile per l’area Europa, Medio Oriente e Africa per l’azienda americana. Oltre all’annuncio relativo al fatto che Moderna porterà in Italia oltre 4 milioni di dosi nel secondo trimestre, è stato affrontato il tema relativo a quale sia l’attuale sforzo in atto ai fini del contrasto alle varianti.

Varianti Covid, le strategie di Moderna

Staner, in particolare, ha parlato di «vaccini di nuova generazione». «Li stiamo - ha rivelato - sperimentando e potrebbero arrivare a ottobre. Abbiamo vari approcci, i test ci diranno quale sarà il migliore. Per quanto riguarda le persone non ancora immunizzate, potremmo somministrare un vaccino che copre la variante sudafricana, quella che ci sembra più insidiosa, oppure un vaccino che contiene un mix di antigeni: la spike del ceppo originario di Wuhan e le spike di alcune delle varianti più diffuse. Una strategia simile varrà anche per i già vaccinati. Per loro stiamo studiando tre opzioni per un ulteriore richiamo. Una prevede l’uso della spike originaria di Wuhan: pur non coprendo in modo diretto le varianti, una terza dose dovrebbe rafforzare l’immunità. Poi studiamo un vaccino con la spike della sudafricana. Il terzo approccio prevede un mix con le spike di Wuhan e delle varianti principali».

I vaccini a mRna ideati per proteggere dal Covid rappresentano una frontiera significativa per la scienza. «L’Rna - ha rivelato Staner - è una piattaforma che può essere adattata a molti altri vaccini. Attualmente ne abbiamo 24 in programma, contro l’Hiv, l’influenza e anche alcuni tumori».