Autore: Pasquale De Marte

Coronavirus

Varianti Covid, Galli: «Avevo maledettamente ragione, non sono contento»

L’infettivologo segnala come l’aumento dei contagi in Lombardia sia «da attribuirsi, almeno in larga misura, alla presenza di varianti con maggiore capace di contagiosità».

Pochi giorni fa Massimo Galli aveva raccontato come, nel suo reparto, iniziasse a vedere un malato Covid su tre fosse infettato da una variante. Alle dichiarazioni rese al Corriere della Sera era arrivata una precisazione del suo ospedale, il Sacco di Milano, in cui si sottolineava come i numeri relativi a possibili ceppi del virus presenti nei pazienti non fossero ancora allarmanti.

Coronavirus, Galli parla a Mattino 5

L’infettivologo, a quel punto, aveva detto di vedere cosa sarebbe accaduto tra quindici giorni, sulla base del fatto che nell’elaborazione dei dati potevano esserci tempi diversi tra i riscontri che ciascun punto di vista poteva avere.

«Non sono stati neanche necessari quindici giorni. Ne sono bastati - ha evidenziato l’infettivologo nel corso del programma Mattino 5 - due o tre per dire chiaramente che avevo maledettamente ragione. E dico maledettamente, perché non sono contento di avere ragione.»

Variante inglese in Lombardia, parla Galli

«Non faccio altri numeri - ha aggiunto - che riguardano il mio ospedale, dico semplicemente quante sono nella sola Lombardia le aree in cui abbiamo avuto un incremento forte di infezioni semplicemente da attribuirsi, almeno in larga misura, alla presenza di varianti con maggiore capace di contagiosità. Soprattutto la famigerata variante inglese, ma anche la scozzese e speriamo di fermarci qui».

Galli si è poi soffermato sulle caratteristiche del virus responsabile dell’infezione Covid. Ha messo in chiaro come cambi di meno di altri a Rna come Aids ed Epatite C, ma ciò non toglie come che in qualche caso possa avere mutazioni favorevoli.

«Queste differenze - ha precisato Galli - se incocciano qualche cosa che favorisce il virus, fanno sì che il virus, maledizione, abbia con questo qualche cosa lo favorisce la possibilità di imporsi con la nuova variante. La variante famigerata inglese probabilmente ha un 40% in più di capacità di diffusione di quell’altra. È un qualcosa che costituisce un pericolo, perché si diffonde meglio».

Ondata variante inglese coronavirus, la posizione di Galli

Rispetto alla possibilità che sia già in corso un’ondata determinata dalla variante inglese ha precisato: «Credo e temo che sia in atto da quelle che sono le informazioni che ho. Però forse invece di chiederle a me queste cose a me, vanno direttamente chieste a coloro che questi dati li devono detenere per definizione».

«Il concetto di fondo - ha precisato - è che se io devo soltanto attenermi ai dati che ho dal mio laboratorio di ricerca che pro tempore dirigo, posso dire che negli ultimi gli ultimi casi purtroppo sono molto spesso varianti».

Da parte di Massimo Galli è arrivata l’indicazione che, ad oggi, il punto cruciale nella battaglia contro il virus e le sue varianti resta il vaccinare il più possibile. Oltre, naturalmente, alle opportune misure restrittive e la capacità di fare test adeguati alla situazione.

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