Variante indiana in Italia: cosa si sa su caratteristiche e efficacia vaccini

Variante indiana in Italia: cosa si sa su caratteristiche e efficacia vaccini

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha annunciato due casi nella sua regione. Nel corso di Otto e mezzo la professoressa Antonella Viola ha spiegato ciò di cui si è a conoscenza sul ceppo.

La variante indiana è l’ultima mutazione del coronavirus salita alla ribalta mediatica. Per gli scienziati non è una sorpresa che il virus muti, tenuto conto che si tratta di un processo atteso dalla virologia. Il rischio che si teme è che, alla fine, possano finire per emergere varianti resistenti ai vaccini.

Ed è proprio per questo che si chiede che la vaccinazione sia il più rapida possibile, per evitare uno scenario che potrebbe, senza alimentare allarmismi inutili, quantomeno rallentare il processo di uscita dal tunnel Covid.

Variante indiana in Veneto

La notizia è che il ceppo indiano del virus è stato già individuato in Veneto. Ad annunciarlo è stato il governatore del Veneto Luca Zaia che ha segnalato il fatto che la variante sia stata riscontrata in due persone residenti a Bassano del Grappa. «Abbiamo - ha dichiarato - i primi due pazienti, due indiani, padre e figlia con la variante indiana». Secondo quanto aggiunto dal governatore i due sarebbero rientrati dall’India.

Variante indiana, le limitazioni disposte dall’Italia

Lo scorso 25 aprile il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza con cui è stato vietato l’ingresso in Italia a chi viene dall’India per contrastare la possibile ed eventuale diffusione di una variante che potrebbe essere responsabile dell’escalation di casi rilevata nel paese asiatico. Solo chi è residente in Italia ha la possibilità di tornare, con un tampone in partenza e obbligo di quarantena all’arrivo.

Variante indiana Covid, parla la professoressa Antonella Viola

Quando si parla di varianti, delle loro caratteristiche e del possibile effetto dei vaccini occorre lasciare spazio alla scienza per evitare fraintendimenti, notizie sommarie o informazioni errate. Anche perché proprio sulla variante indiana si attendono ulteriori approfondimenti scientifici. O almeno questo è quello che si evince dalle parole di molti esperti.

Ad esempio nel corso di Otto e mezzo, trasmissione di La7 condotta da Lilli Gruber, si è espressa sulla vicenda la professoressa Antonella Viola. «Sappiamo - ha rivelato l’immunologa - che questa variante ha un paio di mutazioni sulla proteina Spike che sono da tenere sott’occhio, che sono preoccupanti perché potrebbero un po’ ridurre l’efficacia dei vaccini».

«Non sappiamo al momento - ha aggiunto - se questa variabile sia più trasmissibile, se sia più aggressiva. Sappiamo solo che renderà l’efficacia dei vaccini un pochino più bassa come ha fatto anche la variante sudafricana».

In precedenza la professoressa Viola si era espressa sulle scelte che hanno portato alle modifiche delle misure di restrizione in Italia. «Sono contenta - ha evidenziato - delle riaperture perché il Paese riparte e devo dire che sono graduali come abbiamo chiesto e basate su dati scientifici. Cioè sul fatto che all’aperto non ci si contagia e questo è il motivo per il quale sono fiduciosa e sono pro aperture. Se fosse stato un liberi tutti non sarei assolutamente stata favorevole,.ma per come sono organizzate sì».