Variante Omicron, perché Kluge (Oms) ha parlato di «tempesta in arrivo»

Il potere contagiante della nuova variante ha aspetti che offrono prospettive in cui bisognerà innalzare il livello d’attenzione

Non è il momento degli allarmi, ma sulla variante Omicron non arrivano certo dichiarazioni distensive. Le ultime, provenienti da una voce interna ad un organo ufficiale, sono quelle di Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa.

Il funzionario, in particolare, ha parlato di “nuova tempesta in arrivo”. Una dichiarazione che è un po’ il frutto di quelle che sono le prospettive determinate dalla contingenza di caratteristiche che iniziano a conoscersi del nuovo ceppo del virus.

Variante Omicron, gli scenari in Europa

Gli ultimi dati provenienti dagli Usa relativi al sequenziamento dei genomi virali degli ultimi contagi Covid hanno raccontato che la variante Omicron è ormai dominante oltre oceano. Gli scenari non sarebbero diversi a livello europeo. Tant’è che Kluge ha sottolineato come stia assumendo la stessa dominanza nel Vecchio Continente e già lo è in alcuni paesi europei, «tra cui - ha aggiunto Danimarca, Portogallo e Regno Unito».

Tra i punti che oggi destano preoccupazione c’è il fatto che il potere contagiante della variante rivela «tassi di trasmissione» che fino ad ora non si erano visti. La conseguenza secondo Kluge è che entro poche settimane tutta l’Europa potrebbe veder acquisire la supremazia di Omicron su tutte le altre varianti "mettendo a rischio al tenuta dei sistemi sanitari".

Una notizia tutt’altro che buona se si considera che, a differenza dell’Italia, ci sono paesi che sono già in difficoltà sul fronte della ricettività ospedaliera. Ad oggi, secondo i dati forniti dal funzionario dell’Oms, la variante Omicron è già stata rintracciata in 38 dei 53 paesi che nella divisione territoriale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità fanno capo alla regione europea. «I governi e le autorità - ha proseguito - devono preparare i nostri sistemi di risposta per un’impennata significativa».

Variante Omicron, chi è maggiormente a rischio

Il quadro che si può evincere è che, anche qualora dovesse presentare minore patogenicità (aspetto per il quale si attende una conferma conclusiva scientifica), c’è il rischio che l’amplissimo volume di infettati aumenterebbe la probabilità che i sistemi sanitari possano essere chiamati a rispondere comunque ad una forte pressione.

Su un enorme volume di contagiati, è molto più probabile che il virus finisca per colpire soggetti candidati ad avere un decorso meno favorevole. La pandemia ha insegnato che, in questi casi, si fa riferimento soprattutto ai soggetti fragili.

Kluge ha, inoltre, evidenziato che la variante Omicron in alcuni casi «può eludere l’immunità infettando persone già contagiate in precedenza». Si stima, ad esempio, che chi si è già infettato con la variante Delta ha, come riportato dal funzionario Oms, «dalle 3 alle 5 volte di maggiore probabilità di reinfettarsi da Omicron rispetto a Delta» oltre a colpire «chi non è vaccinato» o lo ha fatto diversi mesi fa. Motivo in più per sottolineare la somministrazione della terza dose,
attualmente in corso in Italia, sia un passaggio cruciale

Variante Omicron, il vaccino e le altre armi per difendersi

. «La vaccinazione - si legge nella nota di Kluge - offre la migliore protezione contro malattie gravi e morte, e questo va di pari passo con altre misure che tutti noi possiamo adottare per prevenire l’ infezione. Sappiamo tutti che questo significa: evitare spazi affollati, chiusi e confinati; mantenere una distanza fisica dagli altri; lavarsi spesso le mani; indossare una maschera; tossire o starnutire in un gomito piegato o in un fazzoletto; e aerare adeguatamente gli ambienti interni».