Variante Omicron, cosa si sa? Il punto del prof. Galli dopo il sequenziamento

L’infettivologo è stato ospite dalla trasmissione Mattino 5 in onda su Canale 5

«Le esperienze precedenti ci dicono che queste varianti arrivano e che dobbiamo prepararci». Lo ha detto il professor Massimo Galli in relazione alla possibilità che la variante Omicron, nonostante le misure restrittive come il blocco dei voli, possa in qualche modo diventare una questione attuale per l’Italia.

L’infettivologo ha ricordato, ad esempio, la possibilità di triangolazione con persone che, provenendo dai paesi dove si è già diffusa, potrebbero finire per arrivare in Italia dopo aver fatto tappa dove il blocco non c’è.

Variante Omicron, Galli: «Ha una delezione in posizione 69-70»

All’ospedale Sacco di Milano è stata sequenziata la nuova variante Omicron. Galli ha precisato di non avere alcun merito, ma che il sequenziamento è stato fatto dal Laboratorio di Microbiologia «per dare ha evidenziato - a Cesare, quel che è di Cesare».

L’infettivologo ha delineato alcune caratteristiche del virus. «Ha - ha precisato - una delezione in posizione 69-70, cioè gli manca un pezzettino che ci consentirà, anche con un sequenziamento parziale- rapido, di riconoscerne la presenza». Questo aspetto permette di immaginare l’assenza di sconvolgimenti sul fronte della rilevazione del virus.

Vaccini e variante Omicron: paziente «0» in Italia asintomatico

L’altro fronte riguarda l’efficacia della copertura vaccinale con la nuova struttura del virus. «Entro pochi giorni - ha spiegato Galli - avremo questa risposta. Con tutte quelle mutazioni può essere, ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta, che scappi un po’ di più agli anticorpi che vengono indotti dal vaccino. Un vaccino impostato sul virus del 2020, il primo che è circolato».

Il caso del primo italiano in cui è stata rilevata la variante Omicron permette di offrire un primo quadro della situazione. «Quel che è successo ad esempio - ha spiegato Galli - alla persona che si è trovata nella scomoda situazione di essere la persona che per prima è stata trovata positiva in Italia per questa variante è che è completamente asintomatica, sta bene».

Arrivano le prime testimonianze dal Sudafrica sulla variante Omicron

«La doppia vaccinazione - ha proseguito il professore - verosimilmente non l’ ha protetto dall’infezione, ma succede anche per molti che hanno contratto l’infezione dalla variante Delta».

Circostanza che potrebbe fare ipotizzare che il completamento del ciclo vaccinale avrebbe comunque la capacità di evitare che l’eventuale infezione possa generare la malattia grave. E si sa che l’obiettivo primario dei vaccini è evitare che la gente finisca in ospedale, in maniera tale da non mettere in difficoltà il sistema sanitario.

Si attendono adesso aggiornamenti che, sulla base delle evidenze scientifiche, permettano di offrire un quadro ancora più chiaro di quello che potrà essere il futuro della pandemia dopo l’entrata in scena della variante Omicron. Una protagonista che è stata accolta con grande allarmismo per effetto delle sue tante mutazioni, ma che per il momento viene guardata dalla comunità scientifica più con prudenza che con timore.

Dal Sudafrica, nel frattempo, è arrivata l’intervista del medico che per prima ha affrontato il nuovo ceppo del virus. La dottoressa Angelique Coetzee ha parlato di «sintomi diversi», ma «lievi» dati dalla variante Omicron pur sottolineando l’opportunità di continuare a rispettare le norme anti-contagio e di vaccinarsi.