Variante Omicron, Fauci sui primi dati: «Maggiore trasmissibilità, probabilmente sarà meno grave»

Sul Miami Herald le dichiarazioni del noto virologo statunitense, consigliere di Biden

Più che della variante Omicron e di ciò che potrebbe portare, nella lotta al Covid c’è ancora da preoccuparsi della Delta. Lo ha fatto capire il noto virologo americano Anthony Fauci, consigliere medico del presidente Usa Joe Biden e capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.

Variante Delta ancora responsabile dei contagi

«La gente - ha evidenziato in relazione alla situazione Usa - continua a parlare di un’ondata invernale con la variante Omicron, stiamo ancora avendo oltre 100.000 casi al giorno».

Fauci ha sottolineato come, al momento, ci siano 50.000 persone ancora in ospedale negli Stati Uniti e 1400 morti al giorno. «Io - ha ammesso - penso che dovremmo focalizzarci meglio su quello che sono i nostri problemi reali e il nostro problema adesso è la variante Delta».

Non vaccinati in Usa, Fauci: «60 milioni, è inquietante»

Fauci ha ricordato con tristezza le tante vittime decedute in Usa e ha posto l’accento su quello che viene ritenuto un altro problema. «Abbiamo - ha evidenziato - 60 milioni di persone in questo Paese che rifiutano di vaccinarsi. Voglio dire, è davvero molto inquietante».

Variante Omicron, è ancora presto per le conclusioni

Fauci ha affermato che i dati dal Sudafrica sono ancora preliminari, ma «suggeriscono fortemente che l’Omicron ha maggiore trasmissibilità». Sulla questione Omicron Fauci, seppur con cautela, ha sottolineato qualche punto importante.

«Le indicazioni dal Sudafrica suggeriscono - ha spiegato - che almeno non è più grave, e probabilmente sarà meno grave - e dico probabilmente con un grande avvertimento che abbiamo ancora molto da apprendere».

«Quando si guarda - ha proseguito - al rapporto tra casi e ricoveri, il rapporto tra ricoveri e casi è molto più piccolo di quello che era in precedenza. La durata della degenza ospedaliera è molto inferiore, il che indica un forte suggerimento che sia meno grave».

Si tratta di prime letture della situazione che, come è si è imparato in questi mesi, dovranno essere confermati da dati solidi che potranno permettere di acquisire le evidenze scientifiche.

Variante Omicron potrebbe essere meno grave, ma non per questo meno pericolosa a livello collettivo

L’ipotesi che sia meno grave, ma più contagiosa, potrebbe però non essere necessariamente un aspetto da leggere unicamente con ottimismo. Il riferimento è all’ipotesi che la diffusione prevalente di una variante che genera solo una malattia lieve possa, in qualche modo, far segnare la fine della pandemia.

Potrebbe, infatti, anche esserci un risvolto della medaglia. Il ragionamento di Fauci è che una variante che avrebbe maggiore facilità nel diffondersi compenserebbe la minore patogenicità con una diffusione più ampia con accrescimento della probabilità di generare malati e pressione sui sistemi sanitari nazionali.

Nell’articolo si fa, inoltre, riferimento al fatto che la variante Beta ebbe larga diffusione in Sud Africa senza varcare i confini americani, circostanza che impone di aspettare per capire se Omicron arriverà a diventare prevalente a livello internazionale. La buona notizia è che le tre dosi di vaccino, eventualmente, secondo i primi test sono uno scudo efficace anche contro la variante Omicron.