Variante Delta in Italia, la possibile strategia per tenerla sotto controllo

Variante Delta in Italia, la possibile strategia per tenerla sotto controllo

Si guarda a quanto sta accadendo nel Regno Unito consapevoli che il presidio più efficace resta completare la vaccinazione di quante più persone possibili.

Molti esperti non hanno dubbi rispetto al fatto che la variante Delta diventerà prevalente anche in Italia. La sua maggiore capacità di diffusione dovrebbe farle avere la meglio su tutte le altre mutazioni del virus. Accadrà che la stragrande maggioranza dei contagi sarebbero imputabili allo stesso ceppo e, di fatto, la situazione epidemiologica avrà uno sviluppo di conseguenza.

Le parole di Draghi nella direzione della prudenza

Per capire cosa potrà accadere da ora in avanti può essere utile quelle che sono state le parole di Mario Draghi nel suo intervento all’Accademia dei Lincei.

«Possiamo - ha detto - finalmente pensare al futuro con maggiore fiducia». Parole che si riferiscono chiaramente al fatto che gli scenari sono candidati ad essere favorevolmente condizionati dall’azione dei vaccini. Ma ci sono anche due moniti piuttosto chiari.

«La pandemia - ha detto il premier - non è finita. Anche quando lo sarà, avremo a lungo a che fare con le sue conseguenze». Chiaro il riferimento alla possibile necessità di tempo affinché si abbia una ripresa della condizione economica generale. «Rimaniamo - ha dichiarato in un altro passaggio - pronti a intervenire con convinzione nel caso ci fosse un aggravarsi della pandemia tale da provocare danni all’economia del Paese».

Variante Delta tiene in ansia, ma non manca la possibilità di essere ottimisti

Parole quest’ultime che, in qualche modo, sembrano allacciarsi alla necessità di monitorare la questione varianti. Da tempo si sottolinea come il rischio più grande per il futuro è la possibile emersione di varianti che potrebbero, in qualche modo, mettere in discussione l’efficacia dei vaccini. Quella che, al momento, tiene in ansia l’Europa è la variante Delta.

La buona notizia, come ormai si è appreso da diversi esperti, è che con la doppia vaccinazione la sua azione negativa viene fortemente contenuta. Una popolazione largamente vaccinata, pur dovendo fare i conti con un possibile aumento dei contagi, non dovrebbe fare i conti con i casi gravi visti nei periodi più duri della pandemia.

Di certo c’è che una proliferazione del virus incontrollata non favorirebbe la tranquillità generale. Per quanto la vaccinazione funzioni molto bene, resta una percentuale (anche se piccolissima) di persone che potrebbero non aver sviluppato gli anticorpi, senza dimenticare chi non ha voluto o non si è potuto vaccinare.

Variante Delta, tracciamento e vaccinazione le armi principali per affrontarla

Per alcuni analisti della scena il rallentamento della riapertura delle discoteche è sinonimo di un atteggiamento prudenziale rispetto alla necessità che il virus trovi terreno fertile tra i giovani. Si attende comunque di capire come si evolveranno le cose.

Volendo guardare al futuro con ottimismo si può dire che, ad oggi, il livello dei contagi è così basso che ci sono i margini per mettere in azione un’efficace azione di tracciamento finalizzata all’eventuale sviluppo di focolai.

Così come resta necessaria un’azione di controllo per viaggiatori provenienti da zone dove in qualche modo si ritiene possa esserci una situazione epidemiologica scomoda. Necessità che potrebbe anche corrispondere a misure prudenziali nel prossimo futuro.

Quanto si sta verificando, in sostanza, era quanto preventivato da diversi scienziati che avevano chiarito come, una volta messa in sicurezza la popolazione, la successiva sfida sarebbe stata monitorare la questione varianti.

La buona notizia è che la Delta pare gestibile sfruttando le immunizzazioni complete, ragion per cui diventa ancora più essenziale andare a ritmo sostenuto a vaccinare quanti non l’abbiano fatto. Confidando, ovviamente, che sia il desiderio di quanti più cittadini possibili immunizzarsi.

Tra gli scienziati si sottolinea come il rischio di una crescita di contagi come avvenuto in Inghilterra possa esserci anche in Italia, ma il livello di protezione della popolazione tale potrebbe e dovrebbe essere auspicabilmente tale da non produrre gli stessi effetti drammatici avuti nei mesi più duri della pandemia. Leggi anche: Mascherine al chiuso fino a quando? Gli scenari