Variante Delta: dove torna il coprifuoco e qual è la situazione in Italia

In Europa i diversi paesi lavorano a modelli di contrasto alla diffusione del nuovo ceppo virale

La variante Delta viene considerata la responsabile dell’aumento dei contagi che si sta rilevando a livello europeo. In alcune regioni del Vecchio Continente si sta provando a porre riparo, ripristinando anche quelle che sembravano essere restrizioni finite ormai in archivio.

Il caso più eclatante è quello della Spagna dove diversi territori stanno varando nuove norme che contemplano il coprifuoco. Quello che, in Italia, a lungo è stato il divieto di circolazione notturna senza motivi di lavoro, salute o necessità.

Coprifuoco a Barcellona: la notizia fa effetto

Si inquadrano in questa ottica le decisioni prese in Catalogna, dove risiede una delle città simbolo del divertimento estivo: Barcellona. Le amministrazioni regionali, quindi non il governo centrale, hanno disposto che in relazione a quello ormai che è un forte aumento dei contagi di istituire un divieto di circolazione notturna: dall’una alle sei del mattino.

Una disposizione che ha riguardato anche la Comunità Valenciana e la Cantabria. Una situazione di allarme, quella attualmente esistente a Barcellona e nei 161 comuni interessati dal provvedimento, determinata da un’incidenza di casi che oggi è di circa 400 per 100.000 abitanti.

Situazione Covid in Italia migliore di altre parti d’Europa

La situazione in Italia è, al momento, sostanzialmente migliore di quella spagnola. Tuttavia, ci sono diversi esperti che sostengono come all’estero potrebbero essere in corso un film destinato a vedersi anche in Italia. La buona notizia è che al momento gli effetti della vaccinazione rendono il Covid meno temibile e a parità di contagi, rispetto al passato, non si dovrebbero avere le stesse conseguenze in termini di ricoverati e vite umane perse.

Una corsa incontrollata del virus non è, però, uno scenario auspicabile. Ci sono ancora fasce di popolazione non vaccinate, ragion per cui oltre a correre sul fronte delle immunizzazioni in Italia c’è attesa per capire che tipo di provvedimenti si prenderanno.

Rischio zone gialle e possibile revisione dei parametri

Attualmente il rischio segnalato, soprattutto a livello mediatico, è che ci possano essere regioni destinate a finire in zona gialla. In attesa di capire se saranno revisionati i parametri e immaginati scenari dove a contare nella valutazione sarà più la situazione degli ospedali e non i contagi, si può dire che in zona gialla non è previsto il coprifuoco.

Quello che potrebbe farsi strada a livello di restrizioni, almeno in Italia, è l’accesso a diversi ambiti della vita sociale a quanti sono in possesso del Green Pass. Sono cioè vaccinati, guariti dal Covid nei mesi precedenti o hanno un tampone negativo effettuato nelle ultime quarantotto ore.

Più Green Pass, meno ipotesi come il coprifuoco per il futuro

Una soluzione di questo tipo, come è noto, è già stata adottata ad esempio in Francia e Grecia e serve esattamente ad evitare scenari di limitazione alla mobilità o situazioni di chiusure.

L’ipotesi che sarebbe al vaglio in Italia è che, ad esempio, per tenere i ristoranti aperti la sera in zona gialla (e non bianca) si possa pensare di renderli accessibili ai soli possessori di Green Pass.

In sostanza il Green Pass lo si potrebbe immaginare come una sorta di lasciapassare nelle zone dove il contesto epidemiologico potrebbe farsi problematico per evitare chiusure. Senza dimenticare l’eventualità che sarà valutata di renderlo necessario per salire su mezzi di trasporto a lunga percorrenza, andare allo stadio o partecipare a determinati eventi. Ma questo è un altro fronte.

In attesa, ovviamente, di capire se cambierà il modo di finirci in zona gialla. Tutte prospettive che consentirebbero di allontanare l’ipotesi di restrizioni e rendere le aperture avvenute in primavera «irreversibili» come era stato preannunciato.